Published On: Mer, Set 16th, 2015

Torna nella chiesa di Teviggio (Varese ligure) la Madonna del Rosario, di scuola del Maragliano

Il 5 settembre -nel corso di una celebrazione liturgica presieduta dal parroco don Mario Perinetti- la chiesa di San Rocco di Teviggio (Varese ligure) ha festeggiato il ritorno nella sua dimora originaria di un’antica statua lignea raffigurante la Madonna del Rosario, denominata anche “Madonna delle grazie” per la particolare apertura delle mani, come in segno di grazia.

La statua ha una storia singolare. Nel 1940, a più di 50 anni da un precedente restauro eseguito nel 1886, essa fu consegnata ad una falegnameria di Varese Ligure per essere riparata; aveva la fronte rovinata, un braccio rotto e le dita dell’altra mano mancanti; la vernice era saltata in più punti.

Il falegname non aveva però il materiale adatto per un lavoro di tale importanza; ricevette quindi istruzioni di bruciare la statua. Giovanni Picetti, dipendente della falegnameria, aveva intanto parlato della statua alla moglie Lina. Ella, molto devota alla Madonna e affettuosamente legata alla chiesa di Teviggio, convinse il marito a non bruciare l’immagine, che fu invece accolta ed esposta in casa loro nello stato in cui era.

La statua della Madonna entrò così a far parte della famiglia Picetti, vivendo con loro il periodo della guerra e gli anni successivi. Durante il conflitto, numerosi soldati, tedeschi, “maimorti”, mongoli ed alpini, entrando in casa Picetti si ponevano dinnanzi alla statua e stavano sull’attenti per qualche minuto per poi andare via.

Con la scomparsa di Lina e Giovanni, la figlia Maria continuò a prendersene cura. Mutati i tempi, nel 1999 affidò alla signora Elena Parenti il restauro della statua rovinata negli anni anche dai tarli.

Maria Picetti conservò la statua finalmente ritornata al suo splendore fino all’ultimo suo giorno, come una compagna di vita presente, confortante e rassicurante.

Prima del suo decesso avvenuto a Sestri Levante il 9 aprile 2015, Maria confidò ai figli la sua volontà che la statua della Madonna del Rosario potesse tornare nella chiesa di Teviggio.

I figli di Maria, Guglielmo, Anna Maria e Caterina Delucchi hanno potuto dare compimento alla volontà della madre grazie al parroco don Mario Perinetti che ha accolto con molta gratitudine l’antica statua della Madonna del Rosario collocandola su una mensola proprio accanto all’altare.

Ora tutti i parrocchiani ed i fedeli possono chinarsi e chiedere grazia dinnanzi a quelle braccia amorevoli pronte ad accogliere ogni preghiera.
Paolo Smeraldi

Madonna del Rosario.
Epoca : Fine del XVIII secolo.
Autore : Ignoto ( con influenze Maraglianesche).
Materia : scultura lignea, policroma e foglia ad oro.
La scultura raffigurante la Madonna del Rosario, ha forti influenze con le sculture di Anton Maria Maragliano, il quale ebbe il ruolo di innovatore della tradizione lignea e di detentorc del monopolio produttivo in stretto contatto con la poetica barocca divulgata dagli amici pittori e scultori in marmo, Filippo Parodi, e il marsigliese Pierre Puget, i quali operarono a Genova nello stesso periodo storico.
La meta dell’itinerario formativo del Maragliano, si concluse con l’apertura di una Bottega in strada Giulia, dove attualmente si trova la Chiesa del Gesù a Genova, dove inoltre ammise molti discepoli, divenendo titolare in stretta collaborazione con alcuni dei suoi parenti.
Maragliano per quasi tutto il ‘700 restò il titolare delle commissioni pur avendo ormai impostato un lavoro d’equipe. In genere questa prassi diede corso a una produzione di bottega dai tratti più semplificati e dai caratteri piuttosto stereotipati.
Questi schemi, vennero presi a modello da svariati scultori liguri, fino alla seconda metà del 1800 ed infatti la Madonna del Rosario che ora si trova a Teviggio ne è un esempio.
L’attuale policromia, in parte non corrisponde alle cromie originali, le quali vennero rinnovate durante un restauro eseguito nel 1886, ad opera di Luigi Raggio.
Alla fine del 1990, è stato nuovamente eseguito un intervento di restauro, per fermare il degrado causato dagli insetti xilofagi ( tarli ), i quali avevano attaccato il legno in modo massiccio, indebolendo notevolmente la struttura. In questa occasione, la scultura è stata disinfestata, consolidata, pulita e grazie a queste operazioni, si è potuto recuperare solidità e freschezza dei toni.
madonna teviggio

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