Published On: Ven, Gen 13th, 2017

Torrente S. Francesco, a Rapallo si fa il punto sull’avvio dei lavori

Sono ancora aperti i cantieri della stagione 2016 dei lavori pubblici rapallesi, ma già si guarda al futuro: nella sala consiliare del municipio di Rapallo si è infatti consumata stamane la conferenza stampa con cui le autorità comunali e regionali – sono intervenuti il sindaco Carlo Bagnasco, il vicesindaco Pier Giorgio Brigati, l’assessore Arduino Maini (delega ai Lavori Pubblici), Giacomo Giampedrone (assessore regionale alla Difesa del Suolo), Claudio Muzio (consigliere regionale) e l’ing. Pietro Misurale – hanno fatto il punto sul tanto atteso progetto di rifacimento della copertura del torrente San Francesco, opera attesa da decenni e già da diversi mesi al centro di accesi dibattiti dentro e fuori l’aula di Consiglio.

«È una giornata storica per la nostra città», si è rallegrato il sindaco Bagnasco, che pur senza ricordarli per nome ha voluto rammentare i molti “papà” avuti dalla pratica nel corso degli anni, fra continue variazioni di progetto che avevano condotto in definitiva a «un iter errato poi corretto dalla nostra Amministrazione». Due i lotti previsti dal progetto definitivo, cha andranno a interessare due diverse aree del torrente con fini differenti: il primo lotto si occuperà infatti del rifacimento della copertura vera e propria, dalla foce del torrente (di fronte all’Antico Castello sul Mare) fino al congiungimento con corso Assereto, dove il rischio è di natura statica a causa del sempre maggior traffico veicolare che coinvolge anche mezzi pesanti; il secondo lotto si occuperà invece della tratta scoperta di alveo a monte, fino al cavalcavia autostradale, dove il rischio è al contrario di natura perlopiù idrogeologica in caso di forti piene del torrente.

Il primo lotto sarà a propria volta diviso in due, per un totale complessivo di 6,6 milioni di euro. Il primo stralcio, per un investimento di 2,3 milioni, interesserà la zona di piazza del Polipo e vedrà l’approvazione del progetto esecutivo – una campata unica di 24 metri di larghezza, con struttura in cemento armato post-teso – entro il primo di maggio, per poi avviare i lavori entro il 28 ottobre con chiusura del cantiere prevista entro il 23 ottobre del 2018. Il finanziamento per tale primo stralcio del primo lotto sarà ripartito fra Regione e Comune, che contribuiranno rispettivamente con 1.645.000 e 705.000 €.

Di certo c’è da aspettarsi una situazione complessa e concitata per i residenti rapallesi e per chi a Rapallo è solo di passaggio: i lavori – coincidenti fra l’altro con quelli per il tanto atteso depuratore, che l’assessor Maini menziona come progetto in avvio «a giorni» e che nel tratto del San Francesco richiederà la sostituzione di parte delle tubazioni – comporteranno infatti la chiusura al traffico di piazza del Polipo e probabilmente dell’intero lungomare, per un periodo di tempo molto esteso. Una volta passati al secondo stralcio del primo lotto il blocco veicolare interesserà invece corso Assereto, altra arteria vitale del centro.

Conseguenze inevitabili, così riassunte dal vicesindaco Brigati: «Un anno fa eravamo preoccupati perché non vedevamo muoversi nulla, oggi siamo preoccupati per le ripercussioni dei lavori sulla prossima stagione turistica; sono problemi che vanno affrontati per realizzare un intervento dovuto. Noi vi faremo fronte grazie al coraggio nostro e della Regione che ha scelto di accompagnarci in un’impresa che sembrava impossibile».

Sodalizio che appare solido e stabile, almeno a giudicare dalla professione di entusiasmo e fiducia dell’assessore regionale Giampedrone, il quale ha ribadito la propria stima per la giunta rapallese volendo al contempo negare qualsivoglia insinuazione di favoritismi dovuti a vicinanze politiche: «A me non interessa collaborare con chi condivide i miei principi politici, bensì con chi condivide una filosofia e un principio di dinamicità e impegno amministrativo».

Giampedrone, e con lui il sindaco Bagnasco, hanno tagliato corto anche sul tema delle polemiche sul cambiamento del tipo di finanziamento previsto per il progetto, che aveva inizialmente previsto l’appoggio ai fondi del piano “Italia Sicura”. «Si tratta di fondi non più certi data la sorte del governo Renzi», ha commentato Giampedrone; «in ogni caso non è certo poco avere un’amministrazione comunale in grado di compartecipare con cifre simili in un progetto di queta portata». «Volere un’opera finanziata al 100% da fondi statali avrebbe significato non vederla mai realizzata», ha concluso Bagnasco; «Nessun Comune è mai riuscito a ottenere i requisiti per un simile finanziamento».