Published On: Sab, Gen 14th, 2017

Torrente S. Francesco, Mele e Capurro attaccano la giunta: «Solo proclami, irrisolti i problemi maggiori»

Non accennano a scemare le polemiche sul progetto di rifacimento della copertura del torrente San Francesco, il cui avvio definitivo è stato annunciato ieri con una data prevista di fine 2017. Un traguardo per l’amministrazione Bagnasco, ma un errore per alcuni esponenti dell’opposizione consiliare, da sempre contrari ad alcune specifiche dell’operazione. A farsi avanti per primo è stato il capogruppo del Partito Democratico Mauro Mele, che ha affidato a un post sulla pagina Web del circolo di partito rapallese la propria opinione sul caso:

Premetto che come cittadino sono assolutamente contento che siano arrivati questi soldi e che finalmente il problema annoso della viabilità nel tratto finale del San Francesco sembri avviarsi a conclusione dopo 40 anni in cui nessuno era riuscito a venirne a capo, e con nessuno mi riferisco sia a chi non ne ha avuto materialmente il tempo sia a chi, avendo tutto il tempo possibile, non è riuscito a combinare nulla.

Trovo però stucchevole che ogni opera presentata da questa Amministrazione sia sempre introdotta con frasi roboanti del tipo: «Tanti prima di noi ci hanno provato malamente, ma solo noi, i più bravi, ci siamo riusciti». Quando quei “tanti prima di noi” erano sempre e soltanto loro! Ma non solo politicamente, anche personalmente! Non si rendono nemmeno conto che si danno degli “incapaci” da soli.

Mele si rallegra per l’imminente risoluzione dei problemi di viabilità sulla tratta, ma sottolinea che dal punto di vista del rischio idrogeologico la questione è tutt’altro che risolta:

La sicurezza idraulica del rio San Francesco è un’altra questione. Questa opera è di sicuro indispensabile, i fiumi si mettono a posto dalla foce, è vero, ma che non sia contrabbandata l’idea, come diversi oratori politici hanno tentato di sbolognarci (puntualmente smentiti dai tecnici), che ora il San Francesco è in completa sicurezza: assolutamente NO!

Altro punto dolente il reperimento dei finanziamenti per l’opera, dal sindaco Carlo Bagnasco definito nella conferenza stampa di ieri un fatto dovuto e ormai acquisito: i fondi originariamente individuati nel piano “Italia Sicura”, infatti, non sarebbero più di certa erogazione dato il dissesto del progetto di governo renziano. Posizione completamente falsa a detta di Armando Ezio Capurro, che come di consueto porta ricca documentazione a sostegno della propria tesi:

Nel 2014 il Governo Renzi ha destinato alla Regione Liguria 380 milioni per il dissesto idrogeologico per Genova e per altri comuni che avessero i progetti pronti e Rapallo, dopo 9 mesi di amministrazione Bagnasco figlio, non lo aveva; ma io, come presidente della commissione ambiente e urbanistica della Regione, sono riuscito a far considerare valida la bozza di preliminare della giunta Costa e la Regione con deliberazione 435 del 27 marzo 2015 (due mesi prima della fine del mio mandato) approvava l’elenco degli interventi contro il dissesto idrogeologico e tra questi c’era l’intervento di sistemazione idraulica del torrente S. Francesco -I lotto per un importo di Euro 6.600.00.000 (n.b. Senza alcun cofinanziamento del comune!)

A seguito di questa delibera , l’amministrazione Bagnasco aveva tutti i soldi per fare l’opera con due campate (6.600.000) e da marzo a dicembre ha fatto il miracolo di modificare il progetto facendolo a una sola campata e lasciando invariata la spesa di 6.600.000 (vedi delibera giunta comunale n.584 del 29 dicembre 2015). Tutti capiscono che fare un progetto a una campata che costa esattamente come quello a due campate è un artifizio contabile per non perdere il finanziamento!

Avrei condiviso questo artifizio che avrebbe portato a risolvere totalmente il problema senza alcun esborso da parte del comune, mentre invece non condivido la strada intrapresa con la delibera di giunta 292 dell’11 luglio 2016 con la quale si è rinunciato al finanziamento di Italia Sicura che, ribadisco, finanziava totalmente i 6.600.00 e si è optato per il finanziamento POR FESR che ha portato a un finanziamento di soli 1.650.000 con  a carico del comune euro 705.000 per un totale di euro 2.355.000 che coprono solo 1/3 dell’opera e che costano al comune 705.000 euro.

Lo stesso assessore regionale Giampredone il 1 settembre 2016 ha ribadito in consiglio regionale che è molto difficile “che un progetto di questa cubatura possa trovare finanziamenti regionali direttamente dalle casse regionali” e che “il resto dei finanziamenti per arrivare a 25 milioni […] già comprensivi dei cofinanziamenti (n.b. Per tutta  la Liguria a fronte dei 25 sono già arrivate domande per 60) sono per lavori che dovranno terminare nel 2023!

Capurro ritiene insomma una «scelta scellerata» quella di abbandonare il finanziamento di Italia Sicura, scelta che peraltro, a suo dire, non elimina neppure il rischio di crollo, quello statico legato alla viabilità (non solo quello idrogeologico, come paventato da Mele). Anzi, Capurro suggerisce addirittura che la firma definitiva al progetto, annunciata per il 1° maggio 2017, non sarà approvata. La sua opinione è in definitiva che il progetto attuale sia interamente da buttare: posizione che non sorprende, dato che a suo tempo Capurro propose perfino un progetto alternativo con scoperchiamento della tratta di torrente in zona foce, scelta che a suo parere avrebbe rimosso lo status di “zona rossa” da Piazza delle Nazioni con conseguente possibilità di realizzarvi un parcheggio interrato per recuperare i posti auto persi.

A questo punto tutti si chiederanno perché hanno rinunciato al finanziamento totale: la risposta è semplice e risiede nella volontà di fare inizio dei lavori, parziali e non risolutivi, di qualche mese prima per poter dire “ho fatto”.

Sono decenni che si parla di risolvere questo problema, sono decenni che la città è amministrata dallo stesso gruppo dirigente (Maini, salvo errori, è in comune da circa 30 anni, prima con Roberto Bagnasco e Amoretti papà, poi con Mentore Campodonico e con Carlo Bagnasco, lo stesso Franco Parodi ecc. ecc..) e ora leggiamo che Maini, Carlo e amici sono eroi perchè fanno cose che gli altri non hanno fatto: ma gli altri sono loro stessi, sono i loro padri, sono i loro colleghi!

Quindi BASTA vendere miracoli.

In conclusione, gli interventi previsti sembrano essere un cerotto a chi ha bisogno di un intervento chirurgico e lasciano invariato il rischio di crollo con le limitazioni di peso che dovranno essere attentamente controllate e sanzionate, senza sapere come e quando si potranno fare i lavori avendo rinunciato al finanziamento di Italia Sicura solo per dire “ho iniziato i lavori” (prerogativa della giunta Bagnasco che a San Michele ha iniziato i lavori a agosto e ha chiesto il parere alla Soprintendenza a dicembre).