Published On: Mar, Nov 12th, 2019

Tra dieci giorni l’Ilva di Genova chiude. Da 30 anni si aspettano Gronda, Terzo Valico, autostrade…

. “Tra dieci giorni non si fermerà solo l’ex Ilva, si fermerà Genova. E il fatto che qualcuno del governo giallofucsia, dopo aver votato l’emendamento, voglia reintrodurre la protezione penale per Arcelor Mittal è sintomatico dello stato confusionale in cui si trova oggi l’esecutivo. Un atteggiamento che preoccupa e che sottolinea, ancora una volta, i motivi per cui oggi si faccia fatica ad attrarre investitori internazionali in Italia”. È il commento dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti.

La Liguria (soprattutto Genova) non ha saputo gestire il passaggio dalla grande industria al sistema industriale 4.0 che ha fatto la ricchezza delle altre regioni del Nord. Si paga un’inerzia che dura da decenni e di cui ancora non si vede la fine.
Per esempio, le autostrade liguri sono ridicole e in degrado perenne, tranne la A26. Due corsie, viadotti e gallerie, un mare di TIR dai tre porti. Le due autostrade costiere vanno estese a tre corsie, una delle quali riservata ai soli TIR… E poi, si finisca di corsa il Terzo Valico!
Sarebbe banale pensarci, per l’ambiente, il turismo e l’economia!

In Regione si prevede una manifestazione “A fianco dei lavoratori a difesa del lavoro, nell’interesse di Genova, della Liguria e dell’Italia. Sarà una manifestazione dell’intera comunità, come accadde in passato per Fincantieri. Negli ultimi vent’anni la Liguria ha subito una fortissima deindustrializzazione, senza nessun risarcimento in cambio. Un risarcimento che all’epoca doveva essere ripagato in infrastrutture, invece siamo ancora qui ad aspettare il Terzo Valico, la Gronda e il Nodo di Genova”. 

Tutto ciò a patto di pensare a un piano industriale serio, aggressivo, efficace. Le fabbriche non sono stipendifici che producono passività, non possono essere come Alitalia che produce quasi un milione di euro di passivo ogni giorno che passa!
Quindi no alla statalizzazione vera o nascosta, pagata dai cittadini italiani tramite tasse, e ricerca di una soluzione di mercato seria e duratura.