Published On: Gio, Mar 1st, 2012

Tre del Gabbiano per mantenere in volo Campodonico

Bagnasco - Milanti - Lodola - Campodonico - Granelli - Tosi

RAPALLO. Il Gabbiano scioglie i dubbi sulla partecipazione alla prossima tornata elettorale, punta ad un assessorato e svela i nomi dei suoi tre candidati.

Nuova linfa quindi tra le fila del sindaco uscente Mentore Campodonico che potrà contare sul sostegno di Lelio Milanti, 72 anni, da due anni Assessore comunale con deleghe a Pubblica Istruzione, Demanio marittimo, arredo urbano e servizi cimiteriali; Davide Granelli, 49 anni, alla sua prima candidatura, ex agente di polizia presso il commissariato di Rapallo ed ora al servizio della Digos presso la Questura di Genova e Luciano Lodola, 59 anni, 25 anni in ATP ed assicuratore, volto prestato nel 2007 alla lista Biasotti in cui ha raccolto 67 preferenze.

Davide Granelli (il Gabbiano)

Soddisfazione per il sindaco Mentore Campodonico: “Mi aspetto molto dal Gabbiano e, come sempre, saranno importanti le loro proposte e idee. Chiederò inoltre uno o più referenti per contribuire alla stesura definitiva del programma elettorale“. Un contributo che il presidente dell’associazione Roberto Tosi non vuol certo negare. Pur ricordando l’ormai rientrato rischio di una frattura con la maggioranza, Tosi ricorda che nella parte conclusiva del suo mandato l’Amministrazione ha soddisfatto i tre quarti delle richieste fatte nel 2007 dalla sua associazione e che anche le proposte future saranno sempre “volte al miglioramento della città e mai delle pretese assurde o irrealizzabili”.

Il Gabbiano non presenterà quindi una propria lista. Nel 2007 aveva toccato il suo minimo storico raccogliendo 752 voti, ma “in quell’occcasione – spiega Tosi – avevamo un debito di riconoscenza nei confronti di chi ha fatto cadere l’amministrazione Capurro. Siamo stati comunque determinanti perché, senza il nostro apporto, Capurro avrebbe vinto per circa 300 voti“.

Luciano Lodola (il Gabbiano)

Tosi, in più occasioni, aveva negato una sua candidatura, ma tra gli oppositori in molti avevano interpretato questa decisione come il frutto di un accordo che gli garantirebbe un futuro assessorato. Tuttavia il leader del Gabbiano, che da otto anni non siede in Giunta comunale, dice di non ambire alla poltrona, ma afferma che “un assessorato è quasi d’ob­bligo, per un movimento come il nostro che fa la differenza e sono convinto che un asses­sorato per il Gabbiano ci sarebbe sta­to anche se non ci fossimo presentati”.

I candidati del Gabbiano saranno supportati dall’intero gruppo che, con un po’ di tatticismo, ripartirà i propri voti: “se uno dei tre candidati otterrà tante preferenze e gli altri due meno, vorrà dire che avremo sbagliato. Ma non credo che andrà così, perché siamo una squadra ben rodata”.  I nomi scelti sono stati individuati tra gli iscritti più conosciuti dai rapallesi e se il Gabbiano avrebbe idealmente voluto inserire anche un proprio volto femminile ciò non è stato possibile perché, tra le donne disponibili,  mancava una base solida di preferenze personali su cui il gruppo potesse costruire il proprio lavoro. Il compito di rimediare all’assenza di “quote rosa” spetta dunque al PDL.

Lelio Milanti (il Gabbiano)

Nel corso della conferenza è emersa anche qualche considerazione verso gli sfidanti.  Roberto Bagnasco, consigliere regionale, ex sindaco di Rapallo e fondatore del movimento oggi capitanato da Tosi dice che “in mezzo a candidati sindaci e liste che sono o di sinistra, o abbastanza qualunquiste, il gruppo di Campodonico è l’unico vero riferimento per il centrode­stra – e aggiunge che – sarebbe un autogoal fermare il sindaco Campodonico al suo primo mandato anche perché il rodaggio di un nuovo sindaco (motivato da Bagnasco dalla poca esperienza degli altri candidati) porterebbe il Comune a perdere due anni di attività”. Più pungente Roberto Tosi che sottolinea come a Rapallo si sia creata un’enorme diatriba alimentata dal Circolo della Libertà 61 e dal Circolo della Pulce: “un si­stema deviato che, per ciò che riguarda Armando Ezio Capurro, è colpa mia. Una responsabilità  a cui devo continuamente rimediare”.

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