Published On: Mar, Ott 17th, 2017

Troppi rischi idrogeologici per il fiume Entella: Di Capua sollecita interventi

In una comunicazione inviata dal sindaco di Chiavari Marco di Capua e dal consigliere delegato alla Protezione Civile Giorgio Canepa, l’amministrazione chiavarese sollecita un pronto intervento per risolvere le criticità che riguardano il corso del fiume Entella, criticità che sono sotto gli occhi di tutti e che devono essere risolte a tempi brevi.
Il sollecito è indirizzato all’assessore competente di Regione Liguria, Giacomo Raul Giampedrone, al sindaco di Carasco, al sindaco Bucci per la Città Metropolitana di Genova, al Commissario prefettizio di Lavagna, ai sindaci di Cogorno-San Salvatore e a quello di Leivi. Di seguito il testo:
Sindaco di Chiavari ed il Consigliere incaricato in tema di Protezione Civile, intendono sollecitare Regione Liguria ad affrontare la problematica della messa in sicurezza del Fiume Entella con interventi sia di carattere strutturale, sia nell’immediato con azioni tese ad ottenere la diminuzione del rischio in caso di forti piogge.

E’ recente la notizia di rimando della decisione da parte del Tribunale delle Acque circa il ricorso presentato al progetto di costruzione di un muraglione che corre lungo la sponda lavagnese nel tratto terminale del fiume, la cosiddetta “diga Perfigli”.

Tale atto deve indurre chi ha la responsabilità di gestire la messa in sicurezza dell’Entella a riconsiderare e attuare quanto già affermato nel Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni e nel Piano di Tutela dell’Ambiente Marino e Costiero.

Da un sopralluogo che il sottoscritto Consigliere  ha effettuato nei giorni scorsi lungo il tratto di fiume che va dalla foce sino ai margini del Comune di Carasco – e dei cui risultati ho già informato gli altri Assessori e Consiglieri di Maggioranza di Chiavari – emerge una situazione che giudichiamo pericolosa, ossia che in caso di forti precipitazioni, ormai non già da considerarsi fenomeni eccezionali ma ricorrenti, potrebbe generare la fuoruscita delle acque dall’alveo e quindi l’alluvione della città.

  • Zona Foce: è da tempo acclarato e ben visibile che la foce del fiume Entella sia otturata da un enorme tappo di sabbia (di cui la parte visibile è poca cosa) che crea un ostacolo al naturale deflusso delle acque. Nel PGRA si parla di centinaia di migliaia di metri cubi che andrebbero asportati. Ovvio che un intervento del genere non sia realizzabile in tempi brevi, ma se ne richiede quanto meno la pianificazione.
  • Tratto intermedio – dalla foce al ponte della Maddalena: nel tratto chiavarese non si rilevano criticità sostanziali, al di là di una necessaria opera di pulizia attorno ai piloni dei ponti. Mentre dalla parete di Lavagna sono evidenti i crolli degli argini con una particolare situazione di attenzione relativa alla condotta fognaria che attualmente risulta completamente scoperta e vulnerabile.
  • Tratto superiore – dal ponte della Maddalena sino al confine col Comune di Carasco: il primo evidente problema è dovuto alla presenza di tronchi incastrati alla base dei piloni del ponte della Maddalena, oltre ad una quasi completa ostruzione delle due campate laterali. In caso di piena, la possibilità che altri tronchi vadano a restringere ulteriormente la sezione incastrandosi alla base dei piloni è assolutamente da evitare. E’ pertanto prioritario effettuare un intervento di rimozione e pulizia prima dell’arrivo della stagione invernale.

Tale intervento di pulizia e ripristino delle arginature compromesse dovrebbe poi proseguire lungo gli argini in direzione di Carasco visto che proprio da questa zona sono scaturiti i maggiori problemi durante l’alluvione del 2014, quando il fiume ruppe gli argini all’altezza delle caserme e raggiunse comodamente il centro cittadino percorrendo via Piacenza.

Vogliate dunque prendere in considerazione quanto sopra e adoperarVi per quanto di Vostra competenza alla messa in sicurezza del Fiume Entella.

Fiduciosi di un Vostro intervento, rimaniamo in attesa di essere contattati per condividere la situazione e capire quale piano di azione la Regione vorrà attuare, nell’ immediato e d in prospettiva futura.

Ostruzione del letto del fiume

Argini crollati