Published On: Ven, Dic 9th, 2016

Troppo indigente per pagare il funerale, rapallese “abbandonato” all’obitorio di Lavagna

Situazione incresciosa nel Comune di Rapallo, dove la cronaca cittadina si trova nuovamente a fare i conti con un defunto “abbandonato”: triste pietra dello scandalo sono i resti di Sergio Cipriani, deceduto a 70 anni nella giornata di giovedì 1° dicembre durante il trasferimento al pronto soccorso lavagnese in seguito a un malore. Una storia di dolorosa routine, finché il quadro non si complica: Cipriani lascia infatti – oltre a una figlia residente all’estero – la compagna 63enne con la quale abitava nel complesso di case popolari di via delle Balze, la quale percepisce la sola pensione di invalidità (290 € mensili) e, non essendo legalmente coniugata col defunto, non gode del diritto alla reversibilità.

La signora si è quindi rivolta ai Servizi Sociali comunali, avanzando due richieste: un ulteriore sussidio integrativo di 160 € al mese, e un contributo una tantum per provvedere alle spese di sepoltura del compagno, ammontanti a circa 1.000 €. Ferale la risposta del Comune: poiché il decesso è avvenuto a Lavagna, non è la città di Rapallo a doversi accollare i costi della tumulazione. Il caso, dall’immediata eco sui social network, ha subito condotto alla mobilitazione del capogruppo rapallese per il Movimento 5 Stelle Giovanni Federico Solari, il quale ha richiesto una nuova consultazione con gli uffici competenti.

In un primo momento la situazione sembrava essere in via di risoluzione, con una mano tesa da parte dell’ente. Invece al danno si aggiunge la beffa: il Comune sarebbe forse disposto a coprire le spese per le esequie, ma respingendo la richiesta di sussidio. Intanto il defunto resta “ospite” dell’obitorio di Lavagna, in attesa che qualcuno decida sul da farsi. È un altro caso Luca Pizzo, insomma, ancora una volta con un morto in stato di indigenza perso nel limbo burocratico.

Intanto Solari passa all’attacco della giunta rapallese con un’interrogazione consiliare, che riportiamo di seguito:

Oggetto: problematiche inerenti la tumulazione di defunti in condizioni di indigenza

PREMESSO

che secondo l’ISTAT in Italia il 28,7% delle persone residenti è a rischio di povertà ed esclusione sociale e la Liguria e in particolare la nostra città non sono immuni da tale grave fenomeno.

CONSTATATO

che sempre più spesso ci si trova di fronte a casi di una drammaticità estrema in cui per persone defunte appartenenti a famiglie o che vivevano sole in stato di indigenza, non vi sono i fondi neppure per dargli una degna sepoltura.

INTERROGA

Il Sindaco e la Giunta su come si è organizzata l’amministrazione al riguardo di questi casi, sempre più frequenti e se, in vista del prossimo bilancio, ha già deciso di stanziare una somma al fine di poter procedere alla tumulazione di persone residenti a Rapallo ed in stato di indigenza.

Un caso grave e che si fa sempre più grave ogni giorno che passa senza che si trovi una soluzione. Dall’Amministrazione giungono intanto le rassicurazioni del vicesindaco Pier Giorgio Brigati: «Il Comune ha previsto un’apposita convenzione per i funerali di chi muore in povertà», afferma, «dobbiamo solo verificare che vi siano tutte le condizioni».

L’ospedale di Lavagna