Published On: Mer, Ott 16th, 2019

Turchia e armi italiane. Intervista a Pietro Batacchi (RID)

È indispensabile fare la massima chiarezza possibile sul contesto turco-siriano, un quadro intorbidato dal soft power internazionale e dal peggiore sharp power (l’utilizzo disinvolto di metodi aggressivi sia per cyber-disinformare un campo avverso, sia per ottenere territori e potere con comportamenti anti diplomatici). Abbiamo rivolto alcune domande a Pietro Batacchi, direttore di Rid (Rivista Italiana Difesa), che ha partecipato pochi mesi fa al salone Idef di Istanbul, appuntamento annuale con l’industria della difesa turca.

Qual è il contesto turco degli armamenti?

La Turchia – seguendo la sua tradizione “imperiale” – ha ridotto negli ultimi anni la dipendenza dall’estero nel settore della difesa dall’80 al 35 per cento. Nel 2018 ha esportato più di 2 miliardi di euro, e quest’anno aumenterà il suo export di armi del 25 per cento, nonostante la crisi monetaria in corso.

Le forniture di armamenti da parte dell’Italia vedono in prima fila la nostra azienda leader Leonardo (ex Finmeccanica, che ha assorbito altre aziende del settore, come Oto Melara). Leonardo esporta tecnologia e prodotti in Turchia e nei ricchi Paesi di lingua turca dell’Asia centrale. Tra i business che non avranno sbocchi futuri uno riguarda l’aereo Alenia Aermacchi M-346 Master, per l’addestramento militare transonico, mentre finora si discuteva anche dell’Alenia C-27J Spartan, aereo da trasporto tattico.

Quali sono i contratti in essere?

Quelli già attivi riguardano 6 Atr-72 Tmpa ancora da consegnare. Si tratta di un aereo antisommergibile, realizzato da Leonardo in joint con Airbus. Gli Atr turchi hanno anche componenti francesi.

Parte della fornitura è invece già effettuata per gli elicotteri A-129 Mangusta (prodotti su nostra licenza in Turchia con la sigla T-129 Atak). La seconda parte del programma riguarderebbe i più recenti Atak 2. Gli elicotteri prodotti in Turchia hanno avionica e sistemistica turchi, mentre le trasmissioni dal motore al sistema propulsivo – di cui Leonardo è leader mondiale – sono rimaste in mano italiana. Il motore finora è stato fornito dagli Usa, i quali di recente hanno bloccato l’export da Turchia a Pakistan dei T-129, e quindi dovrebbero – forse – ostacolare anche gli sviluppi del progetto in Turchia…
(SEGUE su L’Opinione)