Published On: mer, Set 5th, 2018

Turismo nel Tigullio (e Liguria): -10%. Confesercenti Rapallo critica il Comune

La critica di Confesercenti a Rapallo riguarda l’imposta di soggiorno, ma in realtà si dovrebbe ripensare, non solo a Rapallo ma in tutto il Tigullio (Genova vada per conto suo), il modello di turismo verso cui si vuole andare. E di conseguenza costruire reti viarie, ferroviarie, di ospitalità, di ristorazione, di servizi turistici e sportivi…
In una nazione in cui persino il turismo viene contrastato e non incoraggiato dallo Stato, l’introduzione della tassa di soggiorno non ci ha visto molto convinti.
Certo, il notevole calo delle presenze turistiche del 2018 rispetto al 2017 ha diverse cause: 1) il meteo; 2) il disastro del ponte Morandi a Genova; 3) la rinnovata concorrenza di altre nazioni (la Francia e la Grecia per esempio defiscalizzano le tasse per le imprese turistiche e alberghiere) 4) le infrastrutture liguri, anche per colpa dei liguri (vedi Gronda di Genova e Terzo valico ferroviario) sono miserevoli, indegne, vergognose. Si salva solo la portualità passeggeri, ma il crollo del viadotto Morandi non la aiuterà di sicuro…
Non si possono dare tutte le colpe alla tassa di soggiorno quindi…
Intanto la chiusura invernale dell’Excelsior di Rapallo, uno dei pochissimi hotel aperti per 12 mesi all’anno rivela, che tutte le balle sul turismo esteso nella stagione invernale erano tali. Si è perso molto tempo, e la Liguria, che ha creduto nel turismo come alla nuova La Mecca, o come al nuovo petrolio, ha sbagliato i conti, tanto che una città come Genova, per dire, è divenuta la capitale del Sud Italia, mentre un secolo fa era la capitale economica di tutta l’Italia.
Si dovrebbe infatti intanto puntare a ottenere di più nella stagione estiva, magari riuscendo finalmente a coniugare mare con entroterra.

Enrico Castagnone, coordinatore di Confesercenti Tigullio, e Filippo Fossati, responsabile di Assohotel Rapallo, intervengono sulla destinazione dei fondi derivanti dall’imposta di soggiorno:

«Desideriamo sottolineare che Confesercenti Assohotel, a suo tempo, è stata la promotrice dell’applicazione dell’imposta di soggiorno nel Comune di Rapllo, alla luce delle risultanze più che positive avute in altri comuni, fra i quali la stessa Genova. Già ai tempi, inoltre, chiedemmo la creazione di un tavolo al quale sedessero l’amministrazione e le associazioni di riferimento, per un confronto sul tema che servisse a stabilire le diverse quote e le possibili destinazioni dei fondi. «Un tavolo che, nelle nostre intenzioni, avrebbe però dovuto essere, appunto, di concertazione, e non di semplice presentazione, da parte del Comune, di iniziative già deliberate. All’epoca, però, ci fu risposto che questo non serviva, perché l’imposta sarebbe stata gestita direttamente dalla Camera di Commercio».

«Resta nostra convinzione – proseguono Castagnone e Fossati – che la maggior parte dei fondi deve essere destinata alla promozione turistica del territorio, a livello sia nazionale che internazionale. Ben vengano manifestazioni locali importanti, ma servirebbero prima di tutto delle infrastrutture tali da poterle supportare. Condividiamo quanto detto dal presidente Ugal Aldo Werdin, che ventila la possibilità di chiudere per la prima volta l’Hotel Excelsior nel periodo autunnale, e questo non perché sia giusto interrompere l’attività, tutt’altro, ma perché bisogna prendere atto, realisticamente, dell’attuale andamento dei flussi turistici».

«È vero infatti che in questa stagione Rapallo ha ricevuto migliaia di persone, ma la gran parte di queste sono state visite “mordi e fuggi”, che non si sono tradotte in altrettanti posti letto, e questo lascia presupporre la mancanza di continuità dei flussi per i mesi invernali. È dunque del tutto evidente, come giustamente sottolineato dallo stesso Werdin, che la nostra città sconti la mancanza di un capiente centro congressi e di un annesso parcheggio di una certa capienza. Se poi, alla mancanza di queste necessarie infrastrutture, sommiamo anche gli effetti della perdurante crisi economica sul potere d’acquisto delle famiglie e, a cascata, sul comparto turistico-ricettivo, ecco che una tavola rotonda del settore diventa ancora più urgente».

Interno hotel Excelsior Rapallo