Published On: Mar, Feb 14th, 2012

Ucina sbarca in oriente: le possibilità di sviluppo per il Tigullio

SESTRI LEVANTE. Il protocollo d’intesa tra Ucina confindustria nautica e Department of industry and information technology della provincia cinese di Hainan è stato siglato la settimana scorsa. Tante sono le possibilità di sviluppo e rilancio per il Tigullio, non solo dal punto di vista della nautica, che attraversa una fase di grave crisi, ma anche da quello turistico. La presenza in Cina rappresenta prima di tutto un’importante vetrina: come già avvenuto in passato, Ucina creerà spazi Italia in fiere e saloni, permettendo anche alle più piccole aziende dell’indotto di ottenere visibilità e ricadute positive. “Quello degli sbocchi internazionali costituisce un canale fondamentale – spiega Andrea Henriquet, che da anni svolge attività di consulenza per Ucina – i pochi cantieri rimasti si stanno salvando così, studiando nuove aree verso le quali indirizzare i propri prodotti e il loro know-how”.

Ancor più positivo sarebbe creare un nuovo filone turistico che leghi all’industria nautica l’offerta ricettiva già esistente: confezionare prodotti turistici atraverso i quali gli stranieri possano venire ad usufruire di servizi nautici sul nostro territorio. “L’ideale sarebbe creare posti barca destinati al transito, mettendo in rete i porti  – commenta Henriquet – il turista potrebbe così vivere la vacanza in barca in modo positivo, prendendo la barca e l’ormeggio in affitto on line, visitando posti sempre nuovi con servizi di alto livello, come l’affitto di uno skipper o altro personale qualificato a bordo”.

Aggiungere alla nautica l’anello legato al turismo, come soluzione vincente di rilancio anche per località finora non attrezzate, come Sestri Levante, la cui area portuale destinata principalmente alla piccola pesca risulta essere ad oggi molto arretrata: “la promozione all’estero potreebbe essere l’occasione non per rifare il porto ex novo ma per ridisegnare l’intera fascia costiera, finora mal utilizzata – prosegue Henriquet – per fare ciò occore innanzitutto superare la visione corporativistica nella gestione del territorio e lavorare tutti insieme per uno stesso obiettivo, scuole di vela, ormeggiatori, fornitori di servizi”. Le potenzialità della Baia delle favole e del tratto compreso tra Sant’Anna e Moneglia sono enormi: “occorre trasformare la nostra costa in prodotto turistico a proporre attraverso un canale serio di vendita: le richieste ci sono anche adesso ma il servizio nautico esistente è troppo dispersivo e disorganizzato e l’offerta, specie quella straniera, sempre più esigente”.

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