Published On: Mer, Dic 2nd, 2015

UE darà 1 miliardo di euro ai pescatori italiani. I 4 nemici della pesca

La Commissione europea ha approvato il programma operativo nazionale Feamp 2014-2020 che prevede 1 miliardo di euro (ridistribuiti ma provenienti sempre dai contribuenti) per la pesca italiana: lo rende noto il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.

Il Feamp è il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, strumento di attuazione della Politica Comune della Pesca, previsto dall’Unione europea che, assieme a risorse nazionali, viene utilizzato per cofinanziare progetti di crescita, sviluppo e innovazione della pesca italiana. Le priorità del Feamp sono la promozione della pesca e dell’acquacoltura sostenibili sotto il profilo ambientale, efficienti in termini di risorse, innovative e competitive. Ma anche la promozione della politica comune della pesca, l’aumento dell’occupazione e la coesione territoriale, favorire la commercializzazione e la trasformazione, settore interessante quest’ultimo, visto che nel Tigullio c’è chi sta studiando nuove modalità di conservare il pesce tramite affumicatura, salagione etc., ma utilizzate con tecniche moderne e su specie nuove. L’obiettivo è di evitare di buttare via il pesce invenduto.

«Un evento di estrema importanza per il settore ittico – commenta Daniela Borriello, responsabile Settore Pesca Professionistica di Coldiretti Liguria – per dare risorse e strumenti concreti ai pescatori. Le risorse a disposizione sono importanti e il primo obiettivo dovrà essere quello di tutelare il reddito di chi vive di questa attività e, allo stesso tempo, di puntare su politiche sostenibili per tutelare la biodiversità e l’integrità dei nostri mari». I pescatori in questi mesi hanno ottenuto la possibilità di pescare di nuovo i “rossetti”, mentre si ragiona ancora per la riapertura della pesca del tradizionale bianchetto ligure.
Ma i veri nemici della pesca sono quattro:
1 – la burocrazia (buttati a mare centinaia di tonnetti di misura fuori norma per pochi centimetri); obblighi e tempo perso con il tablet a bordo;
2 – l’utilizzo di cassette in polistirolo, uno degli elementi più inquinanti del mare;
3 – lo spirito di cavalletta del pescatore tipo italiano (in Liguria arrivano spagnoli etc.), il quale -finché c’è un solo polpo- lo pescano fino allo sterminio totale, salvo poi mettersi a piangere e a invocare sussidi… Si deve invece autoprogrammare bene la pesca, così da permettere alle specie di crescere e moltiplicarsi.
4 – Togliere subito i 140 km. di palamiti di profondità tra Bordighera e Monterosso.

Il miliardo di euro a disposizione tra risorse comunitarie e nazionali sarà quindi destinato a promuovere il settore della pesca e dell’acquacoltura: gli obiettivi del ministero sono quelli di investire nell’innovazione, nell’adeguamento tecnologico, nella diversificazione delle economie locali per promuovere occupazione e ricambio generazionale, oltre a consentire agli operatori di affrontare con adeguati mezzi e organizzazioni un mercato di livello internazionale senza perdere le tradizioni. «Sarà fondamentale una forte sinergia tra governo e Regioni per ottimizzare i risultati in tempi brevi e, soprattutto, per non perdere queste ingenti risorse», conclude Borriello.

Pescare e vendere detriti?

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Plastica ma niente pesce

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