Published On: Gio, Mag 3rd, 2018

Un premio Nobel per la pace a Portofino: Nigel Tapper

Il Presidente della Giuria Documentari del Riviera International Film Festival Nigel Tapper sarà domani 4 maggio 2018, ore 18 al Teatrino di Portofino con una conferenza dal titolo “Building cooler, healthier global cities as critical adaptation to climate change“. Nigel Tapper è un climatologo dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che nel 2007 vinse il Premio Nobel per la Pace con Al Gore grazie agli “sforzi per costruire e diffondere una maggiore conoscenza sui cambiamenti climatici causati dall’uomo, e per aver gettato le basi per le misure necessarie per contrastare tali cambiamenti”. Il Riviera International Film Festival, nato dalla passione per il cinema e per la Liguria del produttore di Los Angeles Stefano Gallini Durante, fondatore e presidente dell’appuntamento, e del direttore esecutivo Vito D’Onghia, è realizzato con il sostegno di Regione Liguria, del Comune di Sestri Levante con Mediaterraneo Servizi e del Comune di Portofino.
Ecco le domande e le risposte di Tapper:
Quanto è importante l’inserimento di una sezione documentari in un festival del cinema come questo?
Credo che sia fondamentale che le persone siano informate su argomenti come questo. La televisione veicola sì dei messaggi, che sono importanti per informare le persone, ma, purtroppo, mi rendo conto che non arrivano interamente al pubblico che non legge giornali o documenti scientifici. E qui vanno a inserirsi i documentari, imprescindibili per informare sul cambiamento climatico, sulla sostenibilità e sul mondo che ci circonda.
C’è veramente un’allarme pianeta?
Sì, e soprattutto non si sente una grandissima risposta. L’evidenza e l’importanza di trattare argomenti come il cambiamento climatico è chiara, e pian piano la consapevolezza sta aumentando. Sono stati fatti importanti passi avanti per attenuare e per adattarsi a questo cambiamento climatico. questo è il mio ruolo, come climatologo: il mio focus specifico è fornire risposte sull’adattamento, da parte delle città, al cambiamento climatico.
Le città italiane
Una delle problematiche più spinose riguarda sicuramente l’adattamento. Per le città statunitensi o australiane è un po’ più facile rispetto a quelle europee, in particolare per quelle italiane, per un “problema” di eredità e struttura delle città. Sono posti bellissimi, che spesso incontrano difficoltà ad accettare il cambiamento. Bisogna intervenire su questo, ma modificando qualcosa non tutto. Un suggerimento potrebbe essere un approccio interno, come cambiare le strade o la pavimentazione. Città dell’Australia e degli Stati Uniti si stanno già muovendo in questa direzione, riuscendo a ottenere i primi buoni risultati.
Cosa può fare l’uomo?
Ci sono tante cose che l’uomo può fare, come concentrarsi sulle città stesse. Uno degli approcci possibili riguarda la mitigazione: ciò che mi sento di consigliare è questo, piantare alberi e irrigarli. Adattarsi in questo modo ha già portato grandi benefici.
Riscaldamento globale, consumo di Co2 e consumo di carne
Questa è una questione molto specifica, che esula dalla mia ricerca. Consumare carne è una risorsa, ma bisogna anche parlare di consumo dell’acqua. In entrambi i casi il consumo rappresenta una problematica per l’ambiente. Ogni essere umano ha però una predisposizione nel mangiare ogni tipo di animale, e questo riguarda molti produttori di carne in tutto il mondo. In questo senso, ha poco senso abolire il consumo carne, che rappresenta una buona risorsa con ottimi valori nutrizionali.
Estinzioni
Un’altra problematica, con grandi ripercussioni sull’ambiente, a cui è necessario porre rimedio, sono le estinzioni, difendendo a spada tratta le differenze e le specificità degli animali. La caccia all’avorio, per esempio, sembra un problema lontano e strettamente legato al territorio, ma non ci rendiamo conto che l’estinzione di un animale come l’elefante potrebbe cambiare drammaticamente l’intero ecosistema.
GIURIA del Festival
Giurie di caratura internazionale quelle del RIFF2018, con l’attore statunitense Matthew Modine (“Full Metal Jacket” di Stanley Kubrick, “Birdy” di Alan Parker, “Stranger Things” dei fratelli Matt e Ross Duffer) a capitanare quella per i film, e il climatologo Premio Nobel Nigel Tapper (professore di Scienze Ambientali dell’Università di Melbourne) a presiedere quella per i documentari. Tapper sarà inoltre venerdì 4 maggio (ore 18) a Portofino, per una conferenza sui cambiamenti climatici, dal titolo “Building cooler, healthier global cities as critical adaptation to climate change”. A comporre la giuria film sono l’attrice Violante Placido (“La cena per farli conoscere” di Pupi Avati, “The American” di Anton Corbijn, “Ghost Rider – Spirito di Vendetta” di Mark Neveldine e Bryan Taylor), lo sceneggiatore statunitense Ed Solomon (“Men in Black”, “Charlie’s Angels”, “Now you see me”, “Mosaic”), la scrittrice e giornalista Paola Jacobbi (Entertainment Senior Editor di Vanity Fair Italia) e l’agente statunitense John Campisi (Motion Picture Literary Agent per la Creative Artists Agency). Raggiungono Nigel Tapper nella giuria documentari l’imprenditrice italiana Gaia Trussardi (visiting professor alla Richmond American University di Londra) e l’attrice cilena Cote de Pablo (l’agente speciale Ziva David in “NCIS”).
OSPITI
Prenderanno parte alla seconda edizione del Riviera International Film Festival anche Eleonora Giovanardi (attrice coprotagonista del successo di Checco Zalone “Quo vado”), Nina Senicar (attrice e modella serba), Edward Dring (attore classe 2005 che ha recitato a fianco di Emilia Clarke e Marton Csokas in “Voice from the stone”) e Remo Girone (attore noto per l’interpretazione di Tano Cariddi nello sceneggiato televisivo “La piovra”). Ospiti e membri della giuria sfileranno sul red carpet del Cinema Ariston mercoledì 2 maggio, nell’Opening Night introdotta da Marta Perego, mente e volto della rubrica “Adesso Cinema” (in onda settimanalmente su Iris) e presentatrice, come per l’edizione passata, del Riviera International Film Festival.