Published On: Lun, Nov 18th, 2013

Una parte delle foreste liguri può passare ai privati: occasione di libertà e lavoro per i giovani

Finalmente la burocrazia e i partiti allentano la loro morsa sull’esistenza di tutti i cittadini (grazie alla crisi, almeno per questo), e così il grande patrimonio forestale della Liguria finalmente potrà passare dalla “mano pubblica” a quella dei cittadini (infatti “privato”, in una società libera, corrisponde a proprietà dei cittadini non amici dei burocrati e dei potenti!).

La notizia quindi è doppiamente positiva: per il suo significato sociale (è un atto di liberazione, si veda come il lavoro sia ostacolato in tutta Italia nella lettera di un ardesiaco, costretto a trasferirsi in Sud America) e per le possibilità di lavoro che si aprono per società di giovani, visto tra l’altro che l’agricoltura (le biomasse, funghi, pascoli, la coltivazione dei castagneti etc.) è un settore in crescita.

Nella Riviera di Levante la foresta che sarà affidata ad eventuali richiedenti è quella del monte Gottero (il monte che sovrasta Varese Ligure, a fianco del passo dei Centocroci).

Il patrimonio di foreste della Liguria conta circa settemila ettari, di cui quasi quattromila corrispondono a sei foreste, gestite oggi dagli Enti Parco del Beigua e dell’Aveto. A questi soggetti potranno affiancarsi presto privati in grado di garantire una gestione attiva delle altre sette foreste, tre nell’Imperiesedue in provincia Savonauna nel genovesato e una nello spezzino.

Le foreste che la Regione conta di affidare in gestione, a titolo gratuitoper dodici anni, sono nell’Imperiese quelle del Monte Ceppo, nei comuni di Bajardo, Molini di Triora, Montalto Ligure; quella del Gerbonte a Triora e Testa d’Alpe a Rocchetta Nervina; in provincia di Savona quelle della Barbottina, a Calizzano, Cadibona (Savona, Quiliano); a Genova la foresta La Fame e nello Spezzino la foresta del Monte Gottero, a Varese Ligure, in Val di Vara.

I boschi possono diventare così risorse per l’occupazione, l’economia locale e il mantenimento dell’assetto idrogeologico. Per questo la Regione ha deciso di affidare parte del proprio patrimonio forestale ai privati: aziende agricole, imprese e cooperative sociali che operano già nel comparto agricolo e forestale e che in futuro potranno farlo in diverse foreste liguri utilizzando la filiera del legno, promuovendo iniziative turistiche nella foresta, la raccolta dei funghi e degli altri frutti del bosco e altre attività.

concessionari che si aggiudicheranno la gara sono obbligati a presentare alla Regione Liguria un piano di assestamento per l’uso del bosco. La concessione sarà possibile solo se il piano delle attività presentato dai privati sarà approvato dalla Giunta regionale. Un criterio di selezione prevede che almeno il 15% degli utili delle attività svolte vada reinvestito nella gestione della foresta.

“Da questo bando – spiega l’assessore all’agricoltura Giovanni Barbagallo – ci aspettiamo di poter gestire in maniera innovativa i boschi, in modo che i benefici siano molteplici, a vantaggio dell’ambiente e dell’assetto idrogeologico, ma anche del lavoro e dello stesso gestore”.

In Liguria boschi e foreste si estendono per 375.000 ettari e ricoprono il 70% dell’intero territorio e perl’87% sono di proprietà privata. L’obiettivo del provvedimento è anche dimostrare che dal bosco e dalle foreste tutti possono trarre benefici, mantenendone la tutela ed evitando l’abbandono.

Da un punto di vista tecnico, secondo la normativa italiana, la differenza principale tra boschi e foreste riguarda le dimensioni: un bosco occupa un territorio di almeno duemila metri quadri, mentre una foresta è più estesa e ne occupa almeno diecimila.

Strade della Cappelletta, monte Gottero

Strade della Cappelletta, monte Gottero

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