Published On: Gio, Nov 21st, 2013

Una piazzetta per Clivio Ghio

ghio clivio trasportato dalla ziaSESTRI LEVANTE. Una piccola piazza per un grande cuore. Il 2o novembre la Giunta comunale di Sestri Levante, a seguito di parere favorevole della Commissione toponomastica, ha deliberato l’intitolazione di una Piazzetta, situata in Via Benedetto Brin a Riva Trigoso all’altezza dei civici n. 124 – 130, a Clivio Ghio. Un’iniziativa supportata dalla richiesta di circa 150 firme di cittadini rivani, che hanno altresì illustrato la figura di Ghio, di cui ricorre quest’anno il quarantesimo anniversario della morte.

ghio clivio con nencini a Sestri nel 1960I firmatari ricordano che Ghio “fu per tutta la sua vita il “centro” di aggregazione di giovani e meno giovani nel paese, nonostante la sua disabilità o, forse, proprio grazie ad essa. Nato nel 1931, fu colpito nella prima infanzia da una poliomelite che gli tolse l’uso delle gambe e portò deformazioni in varie parti del corpo. Curato ed accudito con grande amore dalla famiglia (due zie, oltre ai genitori) e dotato di una brillante intelligenza, ebbe sempre la casa piena di amici che dividevano con lui giochi (dama, scacchi, carte, ecc) ed interessi. Appassionato lettore, attento a tutti gli avvenimenti di attualità, spettatore competente e critico di tutte le manifestazioni sportive che radio e televisione gli permettevano di seguire, aveva sempre argomenti di conversazione per intrattenersi con tutti coloro che lo frequentavano. Amava molto anche andare in barca e spesso il gruppo dei fedelissimi lo accompagnava a pescare i “bonitti” o agli scogli. Passava parecchio tempo in piazza della Croce e tutti si fermavano a scambiare una parola con lui, tutti lo conoscevano, tutti lo salutavano, anche molti dei “bagnanti” che ormai popolavano il paese in estate, erano diventati suoi amici”.

ghio clivio a velva“Sono cresciute varie generazioni di giovani attorno a Clivio: gli amici più cari hanno diviso con lui gioie e dolori; quelli che si sono formati una famiglia hanno introdotto mogli e figli nella cerchia delle amicizie. Frequentava anche la Parrocchia e si attivò per creare un gruppo di aiuto alle Missioni; insomma non c’era attività o campo che gli fosse estraneo. Per numerosi anni, secondo il suo desiderio, fece anche un pellegrinaggio al Santuario della Madonna della Guardia, a Velva, accompagnato dal gruppo di giovani che, a piedi, spingevano la sua carrozzella. Morì nell’agosto del 1973”.

 

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