Published On: Ven, Mar 31st, 2017

“Uniti per Lavagna”: il percorso per guarire una comunità ferita dalle mafie

Di seguito un Comunicato del gruppo “Uniti per Lavagna”, dopo l’incontro promosso ieri sera presso la Sala Rocca. Il testo, nonostante insista sul non coinvolgimento (reale) dell’amministrazione Vaccarezza nell’inchiesta anti mafia “Conti di Lavagna”, poi fa delle proposte corrette e aperte a 360°, così come si deve fare in situazioni del genere. Rimboccarsi le maniche e stare “uniti” tutti, non solo all’interno del proprio recinto. Poi ci sarà tempo per i distinguo. Ora si deve “sanificare” il territorio e la sua cultura.

Lo scioglimento del Consiglio Comunale per presunti condizionamenti da parte della criminalità organizzata è un fatto gravissimo, una ferita profonda che lacera la nostra comunità. Purtroppo ci sembra che nessuno dei protagonisti in campo sia preoccupato di orientare le energie alla cura della ferita.  Le ambizioni personali prevalgono sul bene di Lavagna.

Ci teniamo a dire che per tutte le persone coinvolte dalle indagini vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.  Al tempo stesso meritano rispetto tutti quei cittadini che, in buona fede, hanno dato fiducia a chi quella fiducia ha tradito.

Dopo il blitz del 20 giugno scorso, la domanda è sorta spontanea: come mai i dieci anni di Vaccarezza sono usciti indenni dalle indagini?

La risposta, per alcuni forse difficile da digerire poiché significherebbe ammettere che i nostri dieci anni di costituiscono una discontinuità nella storia amministrativa di Lavagna, è che nulla è emerso a carico del sindaco Vaccarezza e della sua amministrazione perché i condizionamenti non ci sono stati.

A sostegno di questa ipotesi possiamo dire che, per quanto riguarda il servizio di raccolta e conferimento a discarica dei rifiuti solidi urbani, alla scadenza del contratto con l’impresa Nucera, affidataria del servizio di raccolta e conferimento in discarica, procedemmo all’affidamento del servizio ad altra impresa, mediante regolare gara d’appalto. Inoltre, abbiamo cercato di liberarci dal contratto capestro che obbligava il Comune di Lavagna a servirsi della stazione di stoccaggio provvisorio di Madonna della Neve. E ‘ vero non ci siamo riusciti, anche perché il Legale, uno dei massimi esperti di diritto civile in Italia, ci aveva prospettato il rischio che l’Amministrazione Comunale dovesse pagare forti penali, configurando quindi un potenziale danno erariale. Tale contratto scadeva a febbraio 2015, la giunta Sanguineti ha deciso di prolungarlo.

C’era stata quindi un’Amministrazione Comunale (Sindaco Mondello) che lo stipulò, una (Sindaco Vaccarezza) che lo subì e cercò di liberarsene, una (Sindaco Sanguineti) che lo confermò. La differenza ci pare evidente. Ci corre anche obbligo sottolineare che questo poteva essere uno dei temi centrali della campagna elettorale del 2014 ma ci sembra che nessuno degli altri competitors in campo disse nulla al riguardo. Così come il tema delle infiltrazioni della criminalità organizzata nella nostra comunità non è stato allora sollevato da chi oggi imputa a noi di aver fatto poco o nulla, come se gli Amministratori Comunali fossero titolari di un potere d’indagine.

Altro argomento che viene sollevato è  quello della dirigente “infedele”: non c’entra nulla con l’indagine “conti di Lavagna”.  Eppure molti vorrebbero attribuire al Sindaco Vaccarezza una responsabilità che non ha. Un fatto indubbiamente grave, tuttavia il Comune di Lavagna non ha subito alcun danno, poiché l’istituto di credito affidatario del servizio di tesoreria, che ha in merito precisi obblighi di vigilanza, ha provveduto a risarcire il Comune di Lavagna del danno patito.

La quiete dentro la tempesta?
Quello che è successo è grave: il Comune commissariato, la democrazia sospesa, la sovranità popolare azzerata. E ancora non sappiamo quando sarà restituito lo scettro ai cittadini.

Possiamo pensare di infliggere a Lavagna un anno o più di campagna elettorale?  Noi crediamo che Lavagna abbia bisogno di una rinnovata partecipazione dei cittadini, un diffuso impegno civico.

C’è un tempo per competere e un tempo per cooperare
Si può essere uniti dai valori e distinguerci nei programmi.
Da qui è nata l’idea del Patto di Comunità per la rinascita civile di Lavagna e la lettera aperta ai cittadini di Lavagna, convinti che la tutela dell’interesse pubblico, la cura del bene comune a beneficio esclusivo della nostra città richieda comportamenti limpidi, generosità disinteressata e condivisione di valori comuni, quali:

la legalità invece della convenienza;
l’interesse pubblico invece dell’interesse privato;
i diritti e doveri invece dello scambio di favori;
la trasparenza invece dell’opacità amministrativa;
il merito e la capacità invece della semplice appartenenza a partiti, gruppi di pressione e categorie;
i progetti sostenibili invece delle promesse irrealizzabili.

Proponiamo la creazione di  “tavoli civici” o “tavoli di comunità”
Uno strumento attraverso il quale la comunità potrebbe riunirsi per studiare i problemi, cercare le soluzioni, e promuovere il dialogo con i Commissari incaricati nell’attesa che sia restituito lo scettro ai cittadini con le nuove elezioni amministrative.

Nessuno si salva da solo e nessuno da solo può salvare Lavagna
Soltanto insieme possiamo farcela. Invitiamo le forze politiche, le associazioni, le comunità parrocchiali, i cittadini a impegnarsi in un percorso condiviso. Ora è necessario lavorare insieme per il bene di Lavagna. La competizione elettorale può attendere.