Published On: Mar, Lug 2nd, 2013

USA e danesi pensano a strade con fotovoltaico e led al posto dell’asfalto

Le infrastrutture in Italia non si fanno: si pensi al Terzo Valico ferroviario di Genova, alle Ferrovie (Tav e non Tav), alle autostrade ormai ferme agli anni ’70; a navi ormai distrutte; a flotte aeree obsolete, sia nel militare sia nel civile… Ma non abbiamo più nemmeno la fantasia o la capacità di immaginare, dopo secoli di burocrazia che ha castrato crani e neuroni.

Strade grigiastre con asfalto nero, che cola d’estate e si spacca d’inverno. In Israele da anni utilizzano lo scorrimento delle auto per produrre elettricità.

Ma ora arrivano le nuove strade del futuro. Ne parla Igor Sprea su Stella Nova, La società del Merito.

L’idea è proposta dagli architetti danesi dello studio Bjarke Insel Group, che a Copenhagen stanno lavorando al progetto delle autostrade di domani. Pensano a strade interattive, realizzate con materiali simili a display Led che dialogheranno con automobili elettriche di nuova concezione: frecce colorate si accendono sul suolo suggerendo al computer dell’auto la direzione da seguire, cerchi illuminati marcheranno le zone pedonali rendendole più sicure e, nel fine settimana, gli stessi spazi saranno trasformati in campi da gioco o piazze del mercato, sempre attraverso un gioco di luci cangianti. Una visione high-tech di cui Andreas Klok Pedersen vorrebbe fornire in tempi brevi un’anticipazione nel centro di Berlino, nella piazza della porta di Brandeburgo.

Meglio ancora quanto succede negli Stati Uniti, mirabile e inesauribile esempio di democrazia. Qui “i Leonardo” sono una coppietta di squattrinati inventori amatoriali dell’Idaho.  A Sandpoint, una cittadina, hanno sviluppato un progetto di strade elettriche, ribattezzato “autostrade solari”. “Il principio non è differente da quello dei più accreditati architetti danesi: rimpiazzare le grigie strisce di asfalto con pavimentazione costituita da cellule fotovoltaiche e integrate da sistemi simili agli schermi Led. Diversi sono gli scopi: risparmiare il petrolio necessario alla fabbricazione dell’asfalto e utilizzare l’energia solare immagazzinata dalle cellule fotovoltaiche per alimentare le auto elettriche e aumentare i livelli di sicurezza, non solo attraverso le informazioni sul traffico da trasmettere sulla sede stradale via schermi Led ma, ad esempio, consentendo lo scioglimento della neve e del ghiaccio nei mesi invernali grazie al calore delle cellule. E siccome gli americani non guardano troppo al curriculum accademico degli inventori, Julie e Scott hanno ottenuto nel 2009 un finanziamento statale per verificare l’idea e, visto che funzionava, hanno successivamente ricevuto 750 mila dollari pubblici per realizzare il primo progetto pilota: un parcheggio senza asfalto ma con cellule fotovoltaiche. La controindicazione principale è al momento costituita dai costi, molto più alti per costruire un chilometro di strada con cellule fotovoltaiche rispetto a quanto necessario per un chilometro di asfalto. Ma dal momento che gli studi di fattibilità sono appena agli inizi, gli esperti confidano che in futuro i rapporti di prezzo possano cambiare, tanto più che nel lungo periodo le autostrade solari o a schermi Led possono assicurare anche profitti.”
rumenta danimarca

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