Published On: Mer, Mar 15th, 2017

Usura (al 120%), videolottery, droga: le imputazioni degli arrestati a Lavagna

Aggiornamenti sul nuovo blitz anti ‘ndrangheta a Lavagna. Si tratta di nomi già coinvolti nella prima fase dell’inchiesta Conti di Lavagna, che vide, tra gli arrestati, il sindaco Sanguineti e la onorevole Mondello. In effetti si tratta soprattutto di conti: conti correnti, riciclaggio di denaro sporco nel settore immobiliare, traffico di droga, usura, e l’apertura di due società di videolottery (un gioco anche più pericoloso delle slot machines, che crea ludopatia).

Gli arrestati sono Antonio Rodà e Francesco Antonio Rodà (fermati a giugno 2016 con l’imputazione di associazione a delinquere di stampo mafioso; poi Paolo Paltrinieri (già coinvolto nelle inchieste di Lavagna) e l’albanese Alfred Remilli, il quale secondo gli inquirenti avrebbe gestito un traffico locale di droga per conto degli altri imputati.

L’usura si applicava nel corso della installazione delle slot machines adibite a videolottery nei locali della zona. Si parla di un caso a San Colombano (prestito di 150mila euro in contanti, da restituire raddoppiati). In altri casi la vittima di usura ha dovuto dare in cambio un appartamento del valore di 560mila euro, per un prestito di 260mila. Si prestavano soldi ai titolari in difficoltà cercando di ottenere in cambio la loro attività.
Come sempre in questi casi, le pressioni subite dai debitori erano più che “sufficienti”. In tutto i casi individuati da inquirenti, DIA e polizia sarebbero almeno una decina, alcuni dei quali sarebbero però prescritti, perché i reati sono iniziati già dieci anni fa. (Il Paese è troppo lento..!)

Per il sostituto procuratore Lari “Si tratta di una mafia non povera che guadagna, lucra e acquista beni di pregio”.