Published On: Sab, Giu 29th, 2013

Varo perfetto della fregata Margottini a Riva Trigoso

Varata questa mattina nei cantieri di Riva Trigoso la fregata Carlo Margottini. L’evento dimostra molte cose positive: l’organizzazione era perfetta, l’ormai elevato grado di professionalità ed efficienza della struttura è consolidato. I capannoni, gli scali, tutto il sito industriale danno il segno di modernità e competitività: non ci sono angoli degradati: tutto è pulito e le macchine sono ultratecnologiche.

Madrina del varo è stata Stefania Portaccio, nipote del Capitano di vascello Margottini, decorato al valore militare e morto sotto i colpi della flotta avversa il 12 ottobre 1940.

Presenti alla cerimonia la senatrice Roberta Pinotti, Sottosegretario alla Difesa, l’Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, capo di Stato Maggiore della Difesa, l’Ammiraglio di squadra Giuseppe De Giorgi, e l’Amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono.

La Margottini è stata varata su ruote, cioé col trasferimento diretto dallo scalo a una chiatta che la trasporta verso il cantiere spezzino del Muggiano, dove verrà ultimata prima di essere consegnata tra circa 8 mesi. La fregata ha una lunghezza di 144 metri, una larghezza di quasi 20 m. e una velocità di 27 nodi. Le unità navali FREMM (Fregate Europee Multi Missione) sono in tutto 8. Per conto del Governo, Roberta Pinotti ha confermato l’avvio della costruzione anche delle ultime due navi Fremm (la 7ma e 8va).
Nel cantiere di Riva -ha precisato l’AD Giuseppe Bono, in questo momento ci sono altre 3 navi militari, una delle quali è stata commissionata dal governo dell’Algeria.

Fincantieri ha anche confermato la lavorazione di una chiatta a Sestri Ponente, e la prossima costruzione di una piccola nave da crociera, sempre a Sestri Ponente.

Molti gli interventi del corso della lunga e complessa cerimonia. Il rappresentante della RSU di fabbrica ha ricordato un altro valido prodotto di Fincantieri: le turbine a vapore che sono esportate in tutto il mondo.

L’a.d. Bono ha ricordato che “Fincantieri dal 2002 a oggi ha più che raddoppiato il suo fatturato, garantendo di essere un’azienda stabile. E’ necessario difendere il commercio nel Mediterraneo, un mare che rappresenta l’1% di tutti i mari ma dove passa il 20% del traffico mondiale. Un mare che però è teatro di guerra ormai da anni.
L’Italia- aggiunge- Bono- è la piattaforma naturale dell’Europa ma purtroppo i container arrivano prima a Rotterdam e Amburgo che a Genova. Si deve lavorare molto per fare sistema: senza ordini non c’è futuro, e Fincantieri è il 4° produttore al mondo, dopo 3 cantieri sudcoreani. Ma noi però abbiamo una notevole superiorità tecnologica, dimostrata anche con la recente acquisizione di un Cantiere statunitense, che utilizzava tecnologie inferiori alle nostre.”

L’Ammiraglio De Giorgi ha ricordato che nello scorso decennio “sono state radiate 20 navi, ma nel frattempo solo 10 di queste sono state sostituite da nuove unità militari. Nel prossimo decennio 60 navi saranno demolite perché vecchie, ma solo 22 saranno le unità nuove: rischiamo di restare senza flotta“.

La sottosegretaria alla Difesa Roberta Pinotti ha parlato dell’importanza di mantenere un adeguato sistema di Difesa.
E’ una necessità per i nostri operai, perché garantisce lo sviluppo dell’Alta tecnologia, perché la navigazione e il commercio nei mari di tutto il mondo sono sempre a rischio“.

A una nostra domanda su un possibile “blocco navale” sulle coste della Siria, la senatrice ha risposto che “l’Italia, pur mantendo un’alta attenzione al contesto siriano, al momento non prevede né è a conoscenza di una missione internazionale in questo senso“. Difesa anche -“pur in una possibile revisione dei costi”- la scelta di ammodernare la flotta aerea con gli F-35.
(Lunedi on line i video dell’evento)

Varo fregata Margottini

Varo fregata Margottini

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Displaying 1 Comments
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  1. Roller ha detto:

    Penserete senz’altro male di me …
    Però, quando i sindacati se ne stanno quieti e ad esercitare i loro talenti altrove, il committente riconosce che a Riva le navi le hanno sempre fatte bene.
    Così funziona il libero mercato.
    Altrimenti c’è il modello “comunista” dell’ex Unione Sovietica.
    A noi la scelta.

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