Published On: Mar, Gen 24th, 2017

Venerdi 27, all’Economica, incontro su J. S. Foer, (Ogni cosa è illuminata)

Terzo ciclo per la fortunata rassegna “Le letture del Bibliotecario” ideata da Enrico Rovegno, responsabile della biblioteca della Società Economica. Dopo le due edizioni passate, dedicate alle pagine legate alla Grande Guerra e poi ai grandi poeti italiani del Novecento, questa volta Rovegno ha scelto un taglio differente per caratterizzare il ciclo di incontri che, una volta al mese, sino a giugno, si terranno nella Sala Presidenziale della Società Economica, in via Ravaschieri, con inizio alle ore 17 e a partecipazione libera.

Venerdì, 27 gennaio, la prima “lettura” dedicata a Jonathan S. Foer e al suo romanzo “Eccomi”. Uscito lo scorso anno per Guanda, quattordici anni dopo “Ogni cosa è illuminata e undici anni dopo “Molto forte, incredibilmente vicino”,  “Eccomi parla di amore e della sua dissoluzione.

Così spiega le coordinate scelte per la nuova serie di incontri letterari Enrico Rovegno:

Il nuovo ciclo delle “Letture” si discosta dai precedenti perché si rivolge più decisamente ai lettori che agli studenti: dopo le “pagine di guerra” e le “pagine di poesia”, che in qualche modo potevano offrire approfondimenti rispetto ai programmi scolastici sul Novecento, ho infatti deciso di puntare maggiormente su quello che il titolo promette, “letture” più che lezioni.

Per questo ho pensato di proporre alcuni romanzi tra quelli che negli ultimi anni mi sono sembrati di maggior rilievo, ma con il limite dichiarato che facciano parte delle “mie letture”, che non sono ovviamente esaustive, e senza alcuna pretesa di presentarmi come uno studioso di ogni letteratura, un comparatista alla Gardini, per intenderci.

Quindi: l’arbitrarietà della scelta è ancora più evidente rispetto all’anno scorso, quando ho proposto sette grandi poeti italiani del Novecento, perché allora ero in fondo convinto di poter motivare quei nomi più di altri; ma lo è anche, spero, la ricerca di un pubblico di lettori che mi sia complice, che venga magari a discutere con me: perché Franzen e non Roth? perché nessun romanzo francese, tedesco, e soprattutto italiano?

E un po’ per sottolineare l’arbitrio incomincio la serie con il libro più recente, Eccomi di Jonathan S. Foer, uscito l’anno scorso. Non ho avuto tempo di lasciar sedimentare le mie impressioni, ma mentre lo leggevo ho provato almeno una volta quella sensazione che secondo il grande Nabokov identifica il piacere artistico: “Benché si legga con la mente, la sede del piacere artistico è tra le scapole. Quel piccolo brivido che sentiamo lì dietro è certamente la forma più alta di emozione che l’umanità abbia raggiunto sviluppando la pura arte e la pura scienza. Veneriamo dunque la spina dorsale e i suoi fremiti”.