Venerdi e sabato il 44 convegno dei Giovani Industriali a Santa Margherita ligure

Si apre il Convegno di Santa Margherita Ligure dei Giovani Imprenditori. Di seguito, in grassetto, i temi di questo incontro. Come si noterà siamo nel segno di una volontà “renziana” di Rinascimento (Risorgimento etc.) dopo la Grande Crisi, dopo il buio iniziato da una pessima applicazione del passaggio da lira a euro, che ha provocato una caduta del potere di acquisto degli italiani del 30% almeno, in pochi mesi. Ma questa è solo una delle cause dell’orrore che ha prodotto la chiusura di oltre centomila fabbriche, tra il 2001 e il 2013. Le altre sono nell’inadeguatezza del sistema statale e legislativo nei confronti della modernità. Ci siamo come quei contadini francesi che distrussero con le asce nel 1783 la prima macchina volante mai costruita dall’uomo, quella dei fratelli Montgolfier, credendo si trattasse di un mostro caduto sui loro campi…
Il “mostro” non è altro che il Libero mercato, l’esatto opposto dei monopoli e potentati che creano burocrazia e “macchine per oliare la burocrazia”. Servono buone idee e coraggio (si veda il nostro commento, in fondo).

Il 6 e 7 giugno i GI torneranno a far sentire la propria voce.
Per rimettere l’uomo al centro dell’economia, della produzione, della ricerca, delle istituzioni.
Per dare vita ad un rinascimento industriale capace di superare le difficoltà di oggi e di disegnare l’Italia di domani.

Sapere.Fare.Impresa.
Verso un nuovo Umanesimo Industriale

Rimettere l’uomo al centro dell’economia, della produzione, della ricerca, delle istituzioni.
Dare vita ad un rinascimento industriale capace di superare le difficoltà di oggi e disegnare l’Italia di domani.
Per valorizzare il talento imprenditoriale italiano, è necessario trasformare la  capacità di ciascuno nel progetto di tutti.
Un progetto che si snoda su quattro strade: dalla politica industriale alla nuova geografia del lavoro, dalla riforma delle istituzioni italiane all’integrazione europea.
Tra l’Italia del 2050 e quella di oggi – l’Italia martoriata da una crisi peggiore di una guerra, dove le imprese si barcamenano tra una domanda interna che va a picco e una pressione fiscale che le strozza, dove la schiavitù della
disoccupazione e del bisogno ha piegato le famiglie e scoraggiato i giovani – ci siamo noi.
Sarà, quello che “fabbricheremo”, un Paese fiero della propria vocazione imprenditoriale, dove la bellezza del paesaggio e del patrimonio artistico si sarà finalmente riconciliata con la bellezza di un ecosistema favorevole a chi produce.
Sarà un Paese aperto al mondo, capace di imporsi sul mercato internazionale e di trasformare l’Europa da vincolo in opportunità.
Sarà un Paese che lavora unito, nel quale gli imprenditori si sentono azionisti di un sistema istituzionale che funziona, nel quale il lavoro è uno strumento di dignità.
È questa l’impresa che abbiamo davanti. È nel capitalismo democratico che dobbiamo trovare la via di uscita dalla crisi.
È verso l’umanesimo industriale che dobbiamo far convergere i nostri sforzi.
QUI e di seguito il programma delle due giornate.

giovani industriali 14

Workshop nella giornata di venerdi

Idea hunting & strategic competitiveness (in lingua inglese)
Viviamo in un mondo dove il continuo cambiamento è alimentato dalle idee. Chi non è a caccia di nuove idee rischia di essere in grave svantaggio quando si tratta di stare al passo con le tendenze del mercato e le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. La caccia alle idee è più una questione di atteggiamento che di puro ingegno: quali sono le qualità che meglio si associano ad una “Idea hunting” di successo?

Well-FARE aziendale
competitività ed eccellenza attraverso la valorizzazione del capitale umano. In collaborazione con OD&M Consulting.
Un sistema economico che aspiri a basarsi sul valore aggiunto dei propri prodotti e servizi non può più prescindere, per competere a livello internazionale, dall’adozione di una politica integrata di valorizzazione, tutela e fidelizzazione della sua risorsa primaria: le donne e gli uomini che quotidianamente operano e cooperano al suo interno. Un’analisi reale, condivisa e partecipata per comprendere come si possa Well-FARE in azienda!

Ambiente 3.0: sviluppo sostenibile a 360°
Una nuova idea di impresa in cui le necessità economiche trovino armonizzazione con tutti gli Ambienti che al tempo stesso la compongono, la circondano e ne favoriscono la crescita. Conoscere e comprendere davvero come la Sostenibilità possa essere il motore dello Sviluppo di un’azienda.

Open Innovation: ricerca e sviluppo reloaded
In collaborazione con UniCredit
Oggi l’innovazione non è più un’opzione. È un percorso obbligato per operare con successo. In un mondo dove la conoscenza viene largamente diffusa e distribuita le aziende non possono più pensare di basarsi solo sui centri di ricerca interni per mantenere vantaggio competitivo. La risposta è nell’Open Innovation: l’unica strada percorribile per accelerare l’innovazione tramite la creazione di sinergie e contaminazioni con network esterni. Obiettivo del workshop è condividere strategie, modelli, esperienze e best-practice.

COMMENTO

Le industrie del Tigullio sono -o dovrebbero essere- molte. La prima è il turismo. Poi ci dovrebbe essere la produzione enogastronomica. Sottolineiamo: produzione, non “vendita“. Perché nell’entroterra c’è un tesoro inutilizzato: da un lato la produzione di energia elettrica dai rifiuti urbani umidi, senza combustione (Terra preta e microgassificatori); dall’altro la produzione di miele, castagne, frutti di sottobosco e piante medicinali (incluse le piante tropicali o subtropicali che possono crescere in Liguria, dalle bacche di Goji, alla Moringa, al frutto di Noni, al tea tree etc.). Ma si deve creare una filiera di produzione internazionale, includendo olio, formaggi e carne biologici sul modello della Val di Vara, Graveglia e Aveto.
Infine, servono spazi che non riproducano il mostruoso tempio nel deserto di Erzelli, che doveva servire le aziende e non una scuola (universitaria), o un ospedale- ma per creare poli tecnologici scientifici internazionali, perché il Tigullio è una splendida terra per le eccellenze scientifiche di tutto il mondo. Un test si sta conducendo presso la Fondazione Mediaterraneo a Sestri Levante.
In questo modo si creerebbero anche spazi per i giovani tigullini, evitando loro di emigrare, come i loro avi degli ultimi 3 secoli…
Ma anche il turismo dev’essere considerato come una vera e propria industria. Culturale, non una “macchina per fare soldi”, ma una macchina in cui si “vendono” bellezza e cultura. In cui si “vendono” (non è un delitto) il “paesaggio” e uno stile di vita naturale.
Ma il paesaggio non è solo quello -splendido- delle nostre coste e delle nostre colline. E’ anche il paesaggio urbano delle nostre città. Si eviti di costruire orrori architettonici, per favore, e -se possibile- si abbattano le mostruosità ancora esistenti. Si trovino soluzioni contro il degrado, come gli avvilenti tre splendidi palazzi “liberty” che ospitavano hotel ora divenuti dei ruderi affacciati sulla passeggiata a mare di Rapallo. E’ questo che ci chiedono i turisti che ritornano quest’anno (grazie anche alla buona politica seguita dall’Assessore al turismo Angelo Berlangieri, che ha rivitalizzato l’aeroporto di Genova aprendolo a nuovi collegamenti con la Russia, la Turchia e il nord Europa).
E si lavori per una maggiore integrazione tra i diversi comuni.
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