Published On: Mer, Nov 13th, 2019

Venezia affonda… E il MOSE? 30 anni di chiacchiere: si impari dall’Olanda

La vicenda del MOSE di Venezia ricorda quella della incompiuta circonvallazione autostradale di Genova (detta Gronda, forse per mascherare la vergogna di una città priva di un’opera ormai esiziale in ogni piccola città del mondo).
In Italia ogni opera pubblica genera l’opposizione della parte partitica avversa.
Nel caso delle dighe mobili MOSE, invece di bloccare l’opera o di partire per la tangente, si dovevano proporre soluzioni migliori, ma senza fermare nulla, anzi lavorando perché la soluzione individuata (valutata con criteri scientifici, prego!) si facesse in tempi rapidi.

Il MOSE è stato progettato dagli anni ’80, e i lavori sono iniziati nel 2003 (già questo ritardo è tragico).
Nel 2014 si erano ultimate soltanto 4 paratie mobili sulle 78 previste.
Dopo di che sono fioccate indagini e condanne. Lavori bloccati.
La spesa finora è di 7 miliardi.
Chiaramente se anche mancasse una sola paratia, il mare non si fermerebbe. Come è successo ieri.
Ci si chiede che cosa si aspetta a completare l’opera in 6 mesi e a recuperare così i 7 miliardi finora spesi.
Intanto basterebbe astenersi dal buttarla in caciara così da trovare un alibi per tutti: “E’ colpa della Lega” è simmetrico a “E’ colpa di Cacciari“…

In Italia si cerca sempre il colpevole e mai la soluzione.

Intanto San Marco affonda.
Si impari dall’Olanda, una nazione al 40% sotto il livello del mare, che già sta lavorando a proteggersi da un eventuale innalzamento del livello delle acque nel Mare del Nord, e che esporta le proprie soluzioni anti inondazioni in tutto il mondo, con 7 miliardi di fatturato annuo (noi buttiamo 7 miliardi nel MOSE incompleto, loro invece ne guadagnano 7 ogni anno).
Senza i suoi 18mila chilometri di dighe, dune e sbarramenti, l’Olanda sarebbe solo una grande palude e non la quinta economia dell’Eurozona.
Facciamoci colonizzare dagli olandesiSempre meglio che farsi colonizzare dai nostri partiti e farci mettere i piedi sulla testa dai colossali ignoranti dalla voce grossa che albergano in ogni condominio. Serve una rivoluzione in Italia: quella dell’intelligenza non vanagloriosa.