Published On: Ven, Ago 9th, 2013

Vergogna di Genova: prostituzione e spaccio a 100 metri dal Comune

Una delle vergogne più macroscopiche di Genova (a parte l’incapacità di avere le infrastrutture per il porto e il turismo: aeroporto vero e non da Lego system; Terzo valico per l’Alta Velocità; rete ferroviaria efficiente; la Gronda di Ponente e quella di Levante…) è la prostituzione che si svolge -in pieno giorno e in strada (a parte la consumazione finale del rapporto)- a due passi dal Palazzo comunale. Di sera e di notte, al posto delle prostitute arrivano gli spacciatori, sempre lì, a due passi dal Comune, nonostante la presenza dell’esercito. Di fronte a tutti, senza vergogna.
E’ evidentemente più forte di tutto la malavita calabrese che gestisce , la tratta delle donne con la mala degli immigrati. Più forte dei Vigili urbani, più dell’esercito, più del Comune di Genova che fa come se niente fosse, e poi si riempie la bocca di belle parole come “tutela delle donne“; “no alla violenza sulle donne“; “quote rosa“. Sia chiaro: con un’altra Giunta non cambierebbe nulla: in Italia i problemi non sono i partiti, ma lo Stato, le P.A.: i partiti sono la conseguenza.

Ecco, magari però gli Amministratori guardassero la trave dentro il proprio occhio, invece di fissare la pagliuzza negli occhi altrui.
E anche la città di Genova, lobotomizzata volontariamente, con un’opinione pubblica subatomica, anche per colpa di stampa e politica, ma non solo, dovrebbe avere un moto di dignità.

Aree di prostituzione e spaccio

Aree di prostituzione e spaccio

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