Published On: Mar, Feb 7th, 2012

Depuratore, dopo il via libera le prime polemiche

Dopo il proficuo passo in avanti registrato in Provincia per la realizzazione del nuovo depuratore di Rapallo in area Ronco non si fanno attendere le prime polemiche.

Per Andrea Carannante, candidato sindaco del Partito Comunista dei Lavoratori,  siamo di fronte ad un nuovo disastro ecologico di cui sia destra che sinistra sono corresponsabili.

“Faremo luce e diremo ai cittadini di Rapallo, chi, e in che modo i rappresentanti politici cittadini, regionali e provinciali sono coinvolti in questa operazione scellerata inutile e anti-economica”.

Chi lo realizzerà? L’Iren una società che ha nella ragione sociale il senso di tutto.

Ecco che anche il depuratore, un’opera dal valore di trenta milioni di euro, si trasforma in un tema perfetto per la campagna elettorale. Un argomento difficile da cavalcare, poichè l’impianto deve essere realizzato in tempi brevi per non esporsi alle pesanti sanzioni economiche previste dalla Comunità Europea, ma su cui ognuno vuol dire la sua.

Proprio ieri l’assessore provinciale Paolo Perfigli aveva sottolineato la necessità di dare il via “a quest’opera indispensabile per la qualità ambientale di Rapallo e la cui realizzazione è urgente e pressante anche per i termini imposti dall’Unione Europea, con il rischio di gravissime sanzioni in caso di inadempienze”.

Intorno al futuro impianto di depurazione di Ronco ruotano quantomeno due criticità fondamentali: la vicinanza ad un quartiere densamente abitato e soprattutto la mancata progettazione di un depuratore comprensoriale.

Carannante non fa sconti a nessuno ed attribuisce indistintamente le colpe all’amministrazione comunale di Rapallo di maggioranza centrodestra ed all’amministrazione regionale di maggioranza centrosinistra, ma il consigliere comunale incaricato Gerolamo Giudice difende l’operato della giunta dicendo: ”questa Amministrazione ha tentato, sin dal suo insediamento di inserirsi sul costruendo depuratore di Santa Margherita Ligure: ahimè il tempo era out. Se chi ci ha preceduto fosse intervenuto, forse si poteva inserire Rapallo in Santa Margherita Ligure. Ma purtroppo la soluzione comprensoriale non ha trovato possibilità di successo: non si riesce neppure a trovare una soluzione locale, figuriamoci mettere d’accordo una pluralità di Comuni”.

E se Giudice scarica parte delle colpe sulla giunta precedente non tarda neppure il Circolo della Libertà a difendere l’operato di Armando Ezio Capurro. I finanziamenti per il depurtore arrivarono nel 2008 con i Fondi Fas 2007-2013. “I ritardi sono imputabili all’attuale amministrazione che con la delibera di giunta n° 126 del 26 marzo 2010 e la delibera di consiglio comunale n° 223 del 28 settembre 2010 individuava l’area scalo merci di Via Betti come il sito più idoneo. Si sono persi 2 anni e le colpe sono unicamente di questa amministrazione“.

Nelle prossime settimane la questione verrà portata in assemblea dei capigruppo consiliari e successivamente in consiglio comunale, ma quel che appare ormai certo è l’impraticabilità della soluzione comprensoriale.

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