Published On: Gio, Apr 7th, 2016

Viarengo chiede le dimissioni di Maurizio Barsotti dal Consiglio comunale di Chiavari per due commenti su Facebook

Occorre fare molta attenzione nel merito della questione che colpisce il presidente del Consiglio comunale di Chiavari Maurizio Barsotti. Per noi la stella polare della politica è quella del liberalismo, che ha portato ricchezza e libertà alle nazioni a partire dalla seconda metà del Settecento (e prima ancora nelle nazioni  anglosassoni).
Il consigliere Getto Viarengo ha letto due commenti postati su Facebook da Barsotti, il medico che presiede il Consiglio comunale ed ha una delega sulla ASL4. Dopo di che è partita una lettera aperta indirizzata al sindaco Levaggi, con la richiesta di dimissioni da parte di Viarengo.
Il primo commento riguardava la “accusa” di essere comunista nei confronti di Giulio Regeni, il giovane ricercatore universitario e collaboratore de Il Manifesto torturato e ucciso in Egitto. “Accusa” che significava forse “ingenuità”, come successo nel caso Sgrena.
Il secondo commento -più marcato- recita: “Nei primi anni 70, quando andavo e tornavo dalla Libia, sentivo dire nei ritrovi degli operatori europei che l’arabo buono è l’arabo morto. Ora capisco perché”.

Probabilmente il commento era riferito ai terroristi di matrice islamica -nel contesto di questi giorni, con i massacri quotidiani dalla Nigeria a Bruxelles-, e non era generale (il che sarebbe grave).
In ogni caso il punto dirimente secondo noi è un altro, e riguarda l’informazione.
Quanto più si adotta nei confronti della jihad islamica un atteggiamento “belga”, e tanto più si produce -non solo e non tanto più terrorismo- ma soprattutto più razzismo.
Si ponga attenzione: oggi purtroppo NON nei circoli fascistoidi MA tra il POPOLO, la gente comune, i più poveri, l’atteggiamento di ferocia razzista verbale è sempre più dilagante. Un commento come quello riferito da Barsotti non è nulla rispetto a ciò che le persone comuni si dicono tra di loro a proposito, per esempio, di “immigrati” o “gay” (“Bruciarli tutti”).
Se si vuole fare come in Belgio, bene, ma ci si ricordi che poi il rischio è il trionfo di partiti neonazisti -come avviene in tutto il nord Europa, e -con raccapriccio- in Germania. Ma il rischio peggiore è la diffusione sotterranea di “certezze” mostruose contro islamici, nomadi etc. Serve invece il buon senso, basato non sulle parole (buone o cattive) ma sulla scientificità delle azioni. Serve fermezza contro chi delinque, al di là di etnia, religione, ideologia. Insieme alla fermezza anglosassone, si potrà -allora sì- ottenere una effettiva tolleranza totale e sociale (non sulla carta, non per legge ma effettiva) per ogni etnia, religione, ideologia.
Il “Politicamente corretto”, scriveva Robert Hughes, produce un fascismo ricorretto che genera disastri linguistici come:

“L’invalido si alza forse dalla carrozzella, o ci sta più volentieri, perché qualcuno ai tempi dell’amministrazione Carter ha deciso che lui è ufficialmente un “ipocinetico”? [dal greco: “meno mobile”]

Un cadavere, esortava nel 1988 il New England Journal of Medicine, andrebbe chiamato “Persona non vivente”.
Da La Cultura del piagnisteo, Adelphi, 1994.

In sostanza, le parole buone imposte per legge rischiano di produrre un risultato opposto ai desideri della legge stessa. Questo è davvero il tema importantissimo di riflessione. Tornare alla libertà del “pane al pane e vino al vino” è un esercizio di cultura e democrazia.
L’amico Getto Viarengo non è certo un’oca del Campidoglio- e ha fatto bene a dare evidenza al problema derivante dal commento di Barsotti, al quale, avendo un ruolo istituzionale, è fatto obbligo morale di non esternare a ruota libera. Tuttavia, non ci sembra il caso di fare derivare una espulsione dal Consiglio comunale per delle frasi scritte in un commento su Facebook. E’ un questione di democrazia liberale e di quella famosa frase di Voltaire che certamente tutti conosciamo ma quasi mai pratichiamo.

Barsotti (a dx)

Barsotti (a dx)

Leave a comment

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>