Published On: Gio, Nov 15th, 2012

Videolottery: Comune sconfitto al Tar, ma per Capurro è una vittoria

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slot-machinesRAPALLO. Il banco vince sem­pre? Sem­bre­rebbe di sì leg­gendo l’ennesima sen­tenza emessa dal Tri­bu­nale Ammi­ni­stra­tivo Regio­nale ligure sul ricorso pre­sen­tato dalla “Kur­saal Gran Casinò Rapallo Srl” di Via Mameli. Dopo le sen­tenze emesse a luglio in favore di altre due sale da gioco, il Comune (che aveva pro­vato a bloc­care l’apertura della video­lot­tery con un prov­ve­di­mento diri­gen­ziale  e con una variante urba­ni­stica) esce ancora una volta scon­fitto e dovrà rifon­dere 3.000 Euro per spese di lite in favore della società ricor­rente oltre acces­sori e diritti di legge.

I pro­prie­tari della società Kur­sal Gran Casinò Rapallo, patro­ci­nati dall’avvocato Franco Rusca di Genova, avevano richie­sto l’annullamento del prov­ve­di­mento diri­gen­ziale che dichia­rava inef­fi­cace l’autorizzazione rila­sciata dal com­mis­sa­riato di pub­blica sicu­rezza per l’installazione degli impianti di gioco e della suc­ces­siva variante urba­ni­stica che vie­ta­tava l’apertura di video­lot­tery all’interno della cinta fer­ro­via­ria ed impo­neva la dispo­ni­bi­lità di par­cheggi per­ti­nen­ziali (pari ad almeno metà super­fi­cie dei locali e comun­que non infe­riore a 50 metri qua­drati) al di fuori della strada ferrata.

La sen­tenza del Tar ha dato ragione ai ricor­renti poi­ché, all’epoca del rila­scio delle auto­riz­za­zioni, non erano ancora in vigore né la variante urba­ni­stica, né la legge regio­nale che attri­bui­sce al Sin­daco la com­pe­tenza sul rila­scio delle neces­sa­rie auto­riz­za­zioni di pub­blica sicu­rezza (allora di com­pe­tenza esclu­siva delle auto­rità di PS).

Capurro-illustra-la-legge-sulle-sale-da-gioco-002Secondo Armando Ezio Capurro si tratta comun­que di una vit­to­ria poi­ché il Tar “ha san­cito dei prin­cipi che ren­de­ranno sem­pre più dif­fi­cile l’apertura di sale gioco”. La sen­tenza — fa notare Capurro — indica che “l’autorizzazione rila­sciata dalla com­pe­tente auto­rità di P.S.e la Dichia­ra­zione Ini­zio Atti­vità in forza della quale erano stati rea­liz­zati i lavori edi­li­zia neces­sari per ade­guare i locali all’esercizio, si erano per­fe­zio­nati in epoca ante­riore all’adozione della variante urba­ni­stica ed all’entrata in vigore della nor­ma­tiva regio­nale di cui alla l. n. 17 del 2012″.

Il Tar con­fer­me­rebbe quindi la pote­stà del Comune in mate­ria urba­ni­stica e della Regione in mate­ria di tutela delle fasce deboli dai rischi del gioco. “Per Rapallo c’è solo da rim­pro­ve­rare al sin­daco Cam­po­do­nico di aver adot­tato in ritardo la variante urba­ni­stica — con­cludeCapurro — se avesse seguito la richie­sta fatta da migliaia di cit­ta­dini con la rac­colta di firme da me pro­po­sta, adesso non ci sarebbe nes­suna video­lot­tery a Rapallo”.

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