Published On: Ven, Lug 27th, 2012

Videolottery e gioco d’azzardo: sconfitta del Comune, il banco vince ancora

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slot-machinesRAPALLO. Una sen­tenza che aleg­giava nell’aria quella espressa dal TAR ligure con­tro il Comune di Rapallo in merito ai ricorsi pre­sen­tati dai gestori di due sale gioco rapal­lesi. Il Comune di Rapallo, oltre ad aver incas­sato il parere sfa­vo­re­vole, dovrà farsi carico delle spese che ammon­tano a circa 6.000 Euro.

A novem­bre 2011, a seguito di una rac­colta firme tra i cit­ta­dini e su sol­le­ci­ta­zione dell’allora con­si­gliere di mino­ranza Armando Ezio Capurro, il Comune aveva intro­dotto una variante al Piano Rego­la­tore Gene­rale che avrebbe dovuto limi­tare le pos­si­bi­lità di aper­tura delle sale gio­chi e delle sale scom­messe vie­ta­tan­dole all’interno della cinta fer­ro­via­ria e vin­co­lan­dole alla dispo­ni­bi­lità di par­cheggi per­ti­nen­ziali (pari ad almeno metà super­fi­cie dei locali e comun­que non infe­riore a 50 metri qua­drati) al di fuori della strada ferrata.

Già ad aprile di quest’anno la “Kur­saal gran Casinò” di Via Mameli aveva otte­nuto una vit­to­ria desti­nata a spia­nare la strada agli altri ricor­renti. Dopo l’intervento delle forze dell’ordine, che ne aveva decre­tato lo stop all’inaugurazione pre­vi­sta per gen­naio 2012, i pro­prie­tari ave­vano pre­sen­tato, vin­cen­dolo, un ricorso al Tri­bu­nale Ammi­ni­stra­tivo Regio­nale che ne aveva suc­ces­si­va­mente auto­riz­zato l’apertura.

Forti della prima sen­tenza, altre due sale, la “Cri­stal Las Vegas” di Gal­le­ria Cri­stallo e la “Royale mil­lio­naire” di Via San Filippo Neri, hanno pre­sen­tato ana­logo vit­to­rioso ricorso“in quanto all’epoca dell’adozione l’auorizzazione era con­forme alla pia­ni­fi­ca­zione”. Il TAR ha inol­tre  riba­dito “l’insussistenza di qual­siasi pre­sup­po­sto nor­ma­tivo per l’esercizio del potere ini­bi­to­rio, da parte del Comune, di un atto auto­riz­za­to­rio rila­sciato dalla com­pe­tente ammi­ni­stra­zione sta­tale” e che “chiun­que ottenga un’autorizzazione di poli­zia deve osser­vare le pre­scri­zioni, che l’autorità di pub­blica sicu­rezza ritenga di impor­gli nel pub­blico inte­resse”.

Pur­troppo in molti comuni, tra cui Rapallo, si sono fatte le varianti urba­ni­sti­che con­tro le sale gioco solo dopo che erano state pre­sen­tate le domande di auto­riz­za­zione al Que­store e in alcuni casi già rila­sciate — dichia­rava ad aprile Armando Ezio Capurro che, nel frat­tempo, aveva pre­sen­tato in Regione una pro­po­sta di legge appro­vata per limi­tare il feno­meno che è stata appro­vata all’unanimità dal Con­si­glio Regio­nale.

Secondo i det­tami della Legge Regio­nale, a rila­sciare i per­messi dovrà essere il sin­daco com­pe­tente, ma non potrà auto­riz­zare la crea­zione di nuove sale da gioco in un rag­gio di 300 metri da isti­tuti sco­la­stici, luo­ghi di culto, impianti spor­tivi, cen­tri gio­va­nili o altri isti­tuti fre­quen­tati  prin­ci­pal­mente da gio­vani, strut­ture resi­den­ziali o semi­re­si­den­ziali ope­ranti in ambito sani­ta­rio o socio assi­sten­ziale e strut­ture ricet­tive per cate­go­rie pro­tette. Un con­tri­buto alla pro­po­sta era giunto anche dai Con­si­glieri regio­nali Mat­teo Rosso, RobertoBagna­sco, Gino Gari­baldi e Gino Mor­gillo gra­zie ad un emen­da­mento che pre­ve­deva di esten­dere la norma (oltre che all’esercizio di sale da gioco) anche al gioco lecito nei locali aperti al pubblico.

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