Published On: Gio, Nov 19th, 2015

Vigoressia: quando il timore di avere pochi muscoli diventa cronico

La mania per qualcosa, che può essere un hobby, o una passione, può spesso sfociare in stati di ossessione che si traducono poi in vere e proprie patologie.
In questo articolo prendiamo in esame un fenomeno moderno, detto vigoressia, che affligge principalmente gli individui di sesso maschile, spesso molto giovani, che abusano dell’allenamento sportivo e dell’attività fisica in generale. Si tratta di un comportamento maniacale verso la cura della propria forma fisica, che può causare dei seri problemi.
Questa patologia ha molto in comune con altre malattie di natura psicologica, come l’anoressia ad esempio, in cui si crea una percezione del tutto errata della propria condizione fisica, portando il soggetto a distorcere quasi del tutto la percezione di sé. Cerchiamo dunque di fare luce sulla vigoressia e sugli effetti che può produrre.

Cos’è la vigoressia e come si sviluppa

Il termine “vigoressia”, detto anche complesso di Adone, sta ad indicare un disturbo piuttosto complesso in cui il soggetto sviluppa una forte dipendenza dallo sport, dovuta all’irrefrenabile volontà di migliorare il proprio aspetto fisico, per soddisfare i propri canoni estetici, che spesso combaciano con quelli dettati dalla società moderna attuale.
Per questa ragione, i soggetti maggiormente afflitti da vigoressia sono i più giovani, gli adolescenti, che pur di assomigliare ai loro miti televisivi, pongono la conquista di una determinata forma fisica scultorea al di sopra della propria salute, senza rendersi conto dei pericoli effettivi a cui vanno incontro.
Complici di questo trend negativo sono anche i social network, che oggi rappresentano il mezzo prediletto dai giovani per condividere gli scatti del proprio corpo, provando un senso di gratificazione legato spesso all’approvazione degli altri.
L’aspetto più preoccupante di questo fenomeno è relativo all’età in cui il disturbo tende a manifestarsi: in seguito ad un’intervista condotta da Doxa Kids e dal Telefono Azzurro, sembrerebbe che circa la metà dei ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 19 anni, ritengano più importante lo sviluppo fisico di quello mentale, ai fini della gratificazione personale.
Sebbene non si possano negare i benefici apportati da una sana attività fisica, sia per il corpo sia per la mente, in questo caso di sano vi è ben poco. I ragazzi affetti da vigoressia sviluppano una condizione ossessivo-compulsiva che li porta a sacrificare la propria vita in funzione di un corpo migliore. Questo si traduce in un bisogno ossessivo di trascorrere intere giornate in palestra, spesso sovraccaricando il fisico di un lavoro eccessivo e quindi nocivo.
In più, bisogna considerare anche i danni provocati da un’alimentazione mirata ad uno sviluppo eccessivo e squilibrato dei muscoli, in cui vengono adottati regimi alimentari a base di integratori proteici, senza conoscerne le reali conseguenze.
I risultati di questo disturbo vanno ad inficiare in modo significativo e pericoloso lo stile di vita dei soggetti affetti, con serie conseguenze a livelli sociali: distorcendo la percezione di sé e dei propri bisogni, la vigoressia porta i giovani a credere che non valga la pena di intrattenere rapporti sociali al di fuori della comunità sportiva, trascurando tutto ciò che realmente è importante in età adolescenziale.

Vigoressia: i temibili effetti

Il pericolo principale legato al fenomeno della vigoressia non è tanto il rischio per la propria vita, quanto il peggioramento di ogni aspetto di essa.
L’abuso di proteine relativo alla scelta di una dieta a base di integratori, sbilancia totalmente l’apporto nutrizionale di cui necessita l’organismo, portando all’ineludibile peggioramento della salute del soggetto vigoressico. L’assunzione ossessiva di alimenti proteici, a sfavore di grassi e carboidrati, provoca nel fisico l’effetto opposto, ovvero un decremento relativo al peso e alla sua misura, minando anche il funzionamento dei reni e del fegato attraverso l’accumulo di sostanze contenenti azoto nel sangue. Inoltre, l’attività fisica ossessiva e continuativa, danneggia in modo grave le articolazioni, i tendini e i muscoli, andando a peggiorare anche la capacità cardiocircolatoria.
In questo senso, l’attività fisica non è più un mezzo per ritrovare il benessere fisico e psichico, ma un’arma a doppio taglio di cui non si conosce il potenziale distruttivo.

Vigoressia: il problema degli integratori

Uno dei problemi chiave della vigoressia riguarda l’uso smisurato degli integratori sportivi, messo in atto dai soggetti vigoressici senza alcun tipo di distinzione.
L’assunzione degli integratori è associata all’illusione di riuscire ad ottenere un corpo perfetto in tempi brevissimi, specialmente aumentandone le dosi a proprio piacimento. Il rischio è quello di sovraccaricare l’organismo con delle concentrazioni elevate degli stessi nutrienti, privandolo di altri e quindi provocando uno stress importante all’intero organismo. Inoltre, la convinzione di raggiungere la perfetta forma fisica, porta l’individuo a sviluppare dipendenza non solo verso l’attività fisica, ma anche verso queste sostanze nocive.
Lo scenario peggiore vede il soggetto vigoressico dipendente dall’utilizzo di steroidi anabolizzanti, che vanno ad alterare i livelli ormonali dell’organismo con conseguenze spesso irreversibili.
Gli effetti critici sulla psiche sono ancora più devastanti: in seguito all’ossessione per l’attività fisica, il vigoressico tende a trascurare ogni altro aspetto della propria vita per dedicarsi all’allenamento.
L’osservanza di una dieta molto proibitiva, preclude al soggetto la possibilità di uscire e partecipare agli eventi mondani, inducendolo a pensare che una serata fuori con gli amici possa compromettere la prestazione sportiva. Questo si traduce in atteggiamenti caratteriali molto instabili, con episodi di aggressività che possono anche sfociare in atti di violenza, dovuti al profondo senso di inadeguatezza.
A questo punto, occorre capire come prevenire l’insorgere di un disturbo del genere, analizzandone le origini.

Consigli per la gestione della patologia di Adone

Come nel caso di chi sviluppa una dipendenza dagli stati di adrenalina, che soddisfa il proprio bisogno di avventura con attività spesso distruttive, anche il vigoressico è indotto all’attività fisica ossessiva da una forma di dipendenza da endorfine. Si tratta di particolari neurotrasmettitori che si attivano nel nostro cervello quando facciamo sport, provocando sensazioni di felicità e benessere alle quali non è possibile rinunciare.
A questa dipendenza si aggiungono le ragioni psicologiche: i giovani che sviluppano questa ossessione soffrono spesso di un disturbo associato alla poca considerazione di sé, ovvero il classico problema legato ad una scarsa autostima. Si parla dunque di un disagio ben più radicato, generato da una forte insicurezza e che a sua volta mette in moto il bisogno di ricercare l’accettazione dei propri coetanei attraverso lo sviluppo di un fisico da Adone.
Una componente essenziale di questo disturbo è anche la paura di essere rifiutati nell’approccio con il gentil sesso: questo timore spinge il soggetto a convincersi di poter usare il proprio fisico per affermare sé stesso agli occhi di una ragazza, ottenendo la sua approvazione.
Come si può facilmente comprendere, la vigoressia non è un disturbo semplice da gestire, in particolar modo perché il soggetto affetto tende sempre a minimizzare il problema, o anche a negare del tutto il proprio coinvolgimento nella patologia, perché persuaso che lo stile di vita da lui adottato sia valido e genuino.
Intervenire in un patologia così pericolosa si rivela spesso un’operazione necessaria per prevenire l’aggravamento della situazione. Si consiglia dunque di rivolgersi sia a psicologi, sia a nutrizionisti, che lavoreranno sul piano psicologico, allo scopo di individuare le origini del disturbo e studieranno anche un regime alimentare più sano ed equilibrato per il caso specifico.
In più, molto può essere fatto durante l’infanzia allo scopo di prevenire la vigoressia: aiutare i più piccoli nel loro primo approccio all’attività fisica, insegnandogli il valore dello sport e lasciando che ne sperimentino i benefici in autonomia, confrontandosi con i propri coetanei, significa aiutarli a capire e ad accettare i propri limiti, all’interno di un contesto ricreativo.

Suggerimenti per la prevenzione della vigoressia

Il mezzo migliore per prevenire il possibile insorgere della vigoressia è quello di prendersi cura del proprio fisico in modo graduale, facendo sport sin dall’infanzia.
In età adolescenziale, o adulta, si consiglia di rivolgersi alle competenze di un esperto allenatore, che stilerà un programma di allenamento adeguato alle caratteristiche e alle esigenze di ogni individuo.
Se invece si predilige un allenamento fai da te, si può optare per la corsa, un’attività davvero molto efficace che permette di tonificare i muscoli apportando numerosi benefici anche al sistema cardiocircolatorio. La corsa può essere tranquillamente praticata anche in palestra, attraverso i moderni tapis roulant che permettono di monitorare i parametri cardiaci, lo smaltimento calorico e il totale dei chilometri percorsi. In questo modo, fare del sano esercizio fisico risulterà anche meno rischioso, giacché le pedane dei tappeti sono dotate di meccanismi ammortizzanti.
Se pensate che la corsa possa interessarvi, potrebbe esservi utile la consultazione degli approfondimenti circa i benefici delle attività su tapis roulant pubblicati da questo sito specializzato.
In conclusione, non bisogna scordare che la vigoressia è un problema attuale, più diffuso di quanto non si creda e che alla base ha una percezione di sé e del proprio corpo totalmente distorta. Da questo problema emerge l’importanza di una maggiore sensibilizzazione a riguardo, per evitare che la vigoressia diventi un tabù e per fornire ai più giovani gli strumenti per poter sviluppare una corretta visione di sé stessi.
loc vigoressia-cover-big

Leave a comment

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>