Published On: Ven, Feb 5th, 2016

WyLab: inaugurato il nuovo incubatore di imprese. Dichiarazioni di Antonio Gozzi e del management

Molto ben organizzata l’apertura ufficiale di WyLab, incubatore di aziende hi tech per lo sport. Suggerivamo di aprire le porte di WyLab anche ad altri settori per le aziende start up, ma dopo una lunga conversazione con alcuni rappresentanti di WtScout e della struttura conveniamo con quanto dichiara Antonio Gozzi qui di seguito:

Antonio Gozzi, industriale e  Presidente Entella: “WyLab non è una struttura generalista, ma un modello che vuole dare spazio alle start up dedicate a servizi digitali che supportano il mondo dello sport: una novità assoluta in Europa. Gli ingredienti per vincere questa sfida ci sono tutti: giovani preparati e ben formati, una struttura di qualità, l’esempio di un’impresa di successo come Wyscout; senza dimenticare, poi, che Chiavari è uno dei luoghi più vivibili d’Italia e, di conseguenza, del mondo.
Un particolare tutt’altro che secondario: basti pensare che anche in Silicon Valley, ad un certo punto, hanno costruito un insediamento gemello perché i “cervelli” di laggiù volevano fare surf.
WyLab, ne sono convinto, attirerà molte realtà da fuori. Ma non solo: invoglieremo i giovani a rimanere sul territorio.
Il coworking, inoltre, aiuterà a creare un ambiente ancora più fertile per il digitale.
L’inaugurazione di oggi rappresenta un sogno che si realizza.
Adesso l’obiettivo è farlo funzionare: dopo un periodo di pre-incubazione, le idee migliori dovranno conquistare i finanziatori, quelli che io preferisco chiamare con un termine antico, la “confraternita”, ovvero un gruppo di imprenditori disposti a rischiare qualcosa per scommettere su un giovane o un gruppo di giovani promettenti”.

In effetti, un’ALTRO “Parco tecnologico” per lo sviluppo di aziende hi tech non avrebbe avuto alcun riscontro: ormai ve ne sono centinaia in Italia e decine di migliaia nel mondo. Si pensi a Sophie Antipolis a Nizza. Inutile competere con formule un poco vecchie ma collaudate e finanziate, molto meglio specializzarsi in un settore in cui Chiavari è già un’eccellenza mondiale (con WyScout): lo sport.

E infatti tra le aziende ospiti (meno di cinque, attualmente) vi è WESii, che utilizza droni per effettuare riprese aeree durante eventi sportivi, ma anche per analizzare le condizioni dei campi da calcio o da golf, incrociando alcuni dati, così da capire lo stato di salute del manto erboso. Altre applicazioni: nell’agricoltura, ad esempio per valutare lo stato zuccherino e la maturazione dell’uva prima della vendemmia. Altro campo di applicazione molto interessante: la sicurezza, con dei droni programmati per decollare e atterrare per ricaricarsi a ciclo continuo con percorsi prestabiliti, sia di notte sia di giorno: si prevedono molti interessanti sviluppi, anche per chi scrive thriller e chi fa cinema.

Ma un’altro settore potrebbe affiancare con successo quello sportivo: lo sviluppo di start up e progetti legati al turismo. Pensiamo per esempio alla “confezione” di percorsi sui sentieri (anche marini, da effettuare in barca o kayak) del Tigullio e della Liguria, con mappe segnate su siti e app su smartphone). Ma sarebbe davvero molto ampio il settore di intervento e specializzazione, senza dimenticare che siamo in Liguria, dove il turismo moderno è nato.

Matteo Campodonico CEO Wyscout
: “Il progetto WyLab nasce dalla fortunata storia che lega il sottoscritto ad alcuni amici e ad Antonio Gozzi, il primo a credere anni fa in Wyscout; questa esperienza, diventata un punto di riferimento per molti ragazzi, ci ha consentito di sviluppare una conoscenza molto
estesa delle applicazioni digitali integrate allo sport.
Ecco perché abbiamo pensato ad un incubatore “Sports Tech”: fornire un contributo concreto ai giovani che si presenteranno da noi sarà molto più facile. Oggi fare impresa è così complesso che un’idea non basta: come è successo a me, l’idea va accompagnata, corretta, sostenuta con soldi e consigli. Il modo più semplice per farlo è creare dei luoghi fisici dove chi fa impresa può stare insieme ed essere aiutato quotidianamente.  Il talento c’è, va intercettato ed aiutato; il mondo dello sport e del digitale, inoltre, sono in grande evoluzione.
Il progetto che parte oggi non vuole avere solo valenza nazionale: speriamo con il tempo di attrarre
talenti da tutta Europa. E chissà, magari un giorno riusciremo a scovare una nuova Wyscout”.

Marco Lanata CEO Virtual: “La ricetta è apparentemente semplice: un luogo in cui si vive bene, uno splendido edificio storico ristrutturato con cura, un gruppo di imprenditori disponibili a rischiare, un team di manager con standing internazionale per supportare le startup, un ecosistema di professionisti del digitale che lavorano sotto lo stesso tetto.
Tutto questo però non basta: serve la passione e il supporto di un intero territorio per fare di questa avventura, Wylab, un luogo in cui si generano ricchezza e posti di lavoro veri e innovativi, per dare ai nostri giovani la possibilità di “giocarsela” e magari di vincere la sfida della globalizzazione. Il Tigullio è (ancora) ad un bivio: il declino sonnacchioso ed ineluttabile oppure una decisa apertura al mondo, focalizzata sulle tecnologie digitali e spinta anche (ma non solo) dal network di conoscenze, rapporti ed esperienze maturati negli anni da un pool di manager e professionisti.
Noi vogliamo che il Tigullio sia un luogo dove fare crescere aziende, posti di lavoro, ma anche famiglie e figli. Famiglie e figli che sicuramente sperimentano una qualità della vita più alta che a Milano o a Berlino. La scommessa è quindi quella di risvegliare questo nostro territorio e metterlo nelle condizioni di ospitare aziende innovative, giovani, che sappiano coniugare una apertura verso i mercati esteri e uno sguardo sulla nostra terra e le nostre origini. Una scommessa difficile e sfidante, ma assolutamente centrale per il futuro dei nostri figli in questa terra.”

Stefano Tambornini Wylab Director: “Wylab rappresenta una sfida in primo luogo personale e poi per tutti i partner e grandi imprenditori che hanno avviato e creduto in questo progetto innovativo.
Personalmente tutto nasce dalla passione e dalla curiosità di conoscere giovani con la voglia di rischiare e dalla volontà di supportarli nello sviluppo e nella concretizzazione della loro idea.
Da qui, qualche anno fa è nata l’esperienza di Laboratorio Impresa che è stata una prima occasione per iniziare a sostenere giovani imprenditori con buone idee, accompagnandoli nelle prime fasi di analisi del progetto, dalla stesura del business plan alla ricerca della finanza necessaria. In Wylab questo progetto si è concretizzato in un luogo fisico dove attrarre talenti e dove un gruppo di manager e professionisti si coinvolgerà in prima persona ed in modo sistematico con l’obiettivo di costituire un centro di eccellenza sia per start up sia per società già attive nel settore dello sport, con la possibilità di crescere e
competere a livello internazionale.
Oltre alle start up, Wylab ospita anche un’area di co-working dedicata ai professionisti del digitale
(sviluppatori, web designer, web agency, informatici) con la finalità di rendere disponibili tutti i servizi occorrenti alle aziende ospitate e diventare a loro volta un punto di riferimento per le aziende del territorio. Wylab infatti vuole rappresentare un nuovo modello di sviluppo per resistere alla crisi e per attirare nuovi investimenti localmente, dimostrando che anche a Chiavari, lavorando in maniera diversa ed innovativa, si può fare azienda.”

Wylab, la sede nell'ex liceo Delpino

Wylab, la sede nell’ex liceo Delpino

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