Published On: Ven, Ott 18th, 2019

Crescono i porti liguri: da dicembre Vado ligure si cinesizza. Gravi problemi nei trasporti a terra.

I porti della Liguria puntano giustamente allo sviluppo della logistica, per far fronte al gap che finora li ha tenuti distanti soprattutto dai competitor del Nord Europa come Rotterdam, Amburgo, i porti inglesi… Chiaramente per migliorare i trasporti su terra lo scandalo è rappresentato dalla lentezza dei lavori sul Terzo Valico ferroviario, dai 40 anni di chiacchiere sulla circonvallazione autostradale di Genova (detta. forse ma mascherarne l’utilità “Gronda di ponente”); dalle micro autostrade liguri a 2 corsie; dalle micro ferrovie liguri, con ancora un tratto sulla Genova-Ventimiglia a un binario, nel collegamento internazionale con Francia, Spagna e Portogallo (!).

Il sistema portuale integrato di Genova-Savona e di La Spezia-Marina di Carrara punta a innescare un Rinascimento delle banchine liguri, proprio attraverso il riassetto e la creazione di infrastrutture per migliorare la logistica a terra, verso l’Italia e l’estero. Ne parla il rapporto Nordovest in edicola venerdì 18 ottobre sul Sole 24 Ore.

Il porto di Genova ha tratto paradossalmente slancio dal crollo del viadotto Morandi. La Legge Genova (130/2018), con gli investimenti messi in campo dal Governo per porre rimedio ai danni causati dal disastro del 14 agosto dell’anno scorso, ha consentito di avviare un programma straordinario di interventi per la ripresa e lo sviluppo dello scalo, che guarda anche al riassetto del nodo stradale e ferroviario. Savona procede, invece, a grandi passi verso la realizzazione del nuovo terminal container ultra automatizzato di Vado Ligure che, grazie anche all’arrivo di investitori cinesi (iniziato già prima degli accordi sulla Nuova via della seta -ma oggi ancora più marcati- si appresta ad aprire ai battenti a dicembre. Notizie positive sulla logistica ligure arrivano da La Spezia, dove si punta sulle sinergie con il retroporto di Santo Stefano Magra e sull’intermodalità con la realizzazione di nove nuovi binari ferroviari di servizio alle banchine.

Per il Piemonte, retroporto naturale degli scali liguri, la partita delle piattaforme logistiche e dell’intermodalità è ancora aperta, con Novara, arrivata al tutto esaurito, Rivalta Scrivia che scommette sul futuro e Alessandria che aspetta di fare il salto. Gli industriali chiedono una visione strategica e di area estesa, che guardi tanto alla Liguria quanto alla Lombardia. La Regione Piemonte intanto allarga il dossier e guarda allo sviluppo di attività logistiche anche nelle aree di Asti e Mondovì. Uno dei nodi centrali resta quello del potenziamento dei servizi ferroviari e dell’intermodalità. L’interporto di Novara (Cim), controllato dal Gruppo Hupac insieme a Gavio, ad esempio, sta lavorando ad un progetto da 25 milioni per migliorare gli accessi ferroviari e installare sistemi per la movimentazione della merce su rotaie.

Completano il Rapporto Nordovest altre analisi tra cui un reportage sull’economia del chinotto di Savona.

LUOGHI ABBANDONATI – I Silos di Genova
Terzo valico ferroviario